Il pennello passa leggero sul legno, il colore cambia, diventa viola scuro. Poi trasforma una scatola rotonda, dorata, contenitore per uno di quei pacchi di Natale che nascondono cioccolatini e salame tra la paglietta trasparente. Dettagli. Piccoli cambiamenti. Mi piace alzare lo sguardo e vedere le travi di legno. Mi piace salire la scala per andare a dormire e vedere il cielo da una finestrella che segue la linea obliqua del tetto. Mi piace l’idea di aver sistemato le mie cose come piace a me. I numeri di Internazionale in ordine di data (un paio del 2004, pochi 2006, e poi a seguire fino a venerdì scorso), il mobile del bagno con il vetro della Billy in versione limitata. I miei libri sugli scaffali, i saggi da un lato, i romanzi dall’altro, non ancora in ordine alfabetico, ma almeno vicini per autore. Mi piace sapere che sono riuscita a montare il letto da sola, anche se mancano ancora metà doghe di legno. Mi piace entrare in questo cortile e avere la sensazione di essere in un altro mondo: le statuette di santi e madonne alla finestra della pizzeria, le piante grasse dietro le ringhiere, l’ascensore che sembra annunciare l’arrivo di un treno, din-don. Devo ancora appendere le fotografie. Un dettaglio dopo l’altro, per la mia casa nuova.