Daniela Santanché, Beatrice Lorenzin… la guerra tra donne nel Pdl

Creato il 04 ottobre 2013 da Ladyblitz @Lady_blitz

ROMA - Gli ultimi avvenimenti accaduti nel Pdl hanno come protagonisti non solo Silvio Berlusconi e il Segretario del partito Angelino Alfano che ha mostrato, forse per la prima volta, una netta frattura con il Presidente, decidendo di sostenere il governo Letta. Uno scontro importante, all’interno del Pdl, vi è stato anche e soprattutto tra le donne. Da Daniela Santanché a Beatrice Lorenzin, da Mara Carfagna e Michaela Biancofiore. Tutte o quasi le donne del Pdl sono state protagoniste di questi giorni così burrascosi per il centrodestra di Silvio Berlusconi.

A “riassumere” il dramma del Pdl attraverso frasi, pensieri, parole delle donne del Pdl è Marco Palombi su Il Fatto Quotidiano che, specifica:

“Per raccontare quel che segue occorre una premessa teorica. La si deve a Sandro Bondi, unico esegeta autorizzato dal berlusconismo. Quella del Cavaliere, ha scritto nel 2009, è “una politica donna”, in cui “la conquista del potere non è che uno strumento per diffondere benessere e felicità: la logica maschile del potere viene sostituita da quella femminile del dono, della comprensione, dell’amore”. E dunque, come si vede, non è ozioso interrogarsi su come le donne della politica donna abbiano agito o parlato. Le troviamo sui due fronti del dramma, pitonesse o colombe, e le sorprese non mancano: dichiarazioni violente, certo, ma anche amicizia, accoglienza, gesti delicati, silenzi raccolti in cui lasciar urlare il proprio smarrimento, forse, raccontano, qualche lacrima.”

Ed ecco che Marco Palombi riassume la polemica, tra falchi e colombe, per mezzo delle frasi di quelle donne così importanti per il Pdl, vere e proprie figure di spicco del partito. Quelle donne che, spiega Palombi, raccontano:

“Espulsioni. “Lorenzin e Quagliariello sono fuori dal partito” (Mara Carfagna, il 29 settembre, subito dopo aver augurato buon compleanno a Berlusconi paragonandolo a Bertrand Russell via Albert Einstein). Nazisti . “Non posso accettare l’idea di un partito alla Alba Dorata che considera traditore chi la pensa diversamente” (il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, pasdaran alfaniana, il 30 settembre) Uccelli . “Credo che ci sia qualcuno nel Pdl che sta facendo il salto della quaglia. Ma la storia insegna che chi ha tradito finisce reietto e non rieletto” (Michaela Biancofiore mercoledì mattina) Incolti . “Verdini, Santanchè, Capezzone e Bondi non rappresentano i valori di Forza Italia” e “non sono attrezzati culturalmente per guidare il partito” (Beatrice Lorenzin).

E ancora:

“Chiarimenti. “Si divertono a chiamarmi Pitonessa, ma ribadisco che il senso non è quello della barzelletta sul coniglio ingoiato, né quello della moglie del pitone: si tratta del soprannome dato a Pizia che prevedeva il futuro ad Apollo” (Daniela Santanchè ). Divorzio . “È in atto un confronto tra due classi dirigenti che stanno diventando sempre più incompatibili” (Lorenzin dopo aver costretto Berlusconi a rimangiarsi la sfiducia a Letta). Profezie . “Anche Fini era il grande vincitore. Per i sondaggi e per tutti i giornali. Era acclamato come il salvatore della patria. Mi sa dire dov’è ora Fini?” (Santanchè ). Distanze . “Oggi è nato il governo Letta-Alfini, ma posso dire che io in Alfini non mi ci riconosco affatto” (Alessandra Mussolini) The end. “I destini sono separati. Fine. È già pronto il nuovo gruppo. Ma di che parliamo? Non voglio giudicare nessuno, ma non credo che il presidente meritasse quanto sta succedendo” (Mariastella Gelmini, mercoledì mattina) Freud . “Nessun parricidio, non uccidiamo il padre politico, anzi l’abbiamo protetto dall’estre – mismo. Domando: è possibile essere berlusconiani senza mandare il cervello all’ammasso?” (Lorenzin ) The sequel. “Detto questo, andiamo avanti e sono convinta che troveremo una nuova coesione” (Gelmini, mercoledì sera)”

E poi il ministro dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo che, spiega Marco Colombi, è l’unica ammessa in entrambi i circoli:

“È alfaniana, ma senza asprezze. Mercoledì è riuscita nella stessa serata ad andare alla riunione organizzata dal “tradi – tore” Gaetano Quagliariello e poi a presentarsi a cena in una pizzeria romana con fidanzata e “badante” del Cavaliere, Francesca Pascale e Maria Rosaria Rossi”. 

Poi di nuovo lei, la pitonessa Santanché. O meglio, la realtà vista dalla Santanché: “Il vincitore? Berlusconi”. E Ancora:

““Io so solo che a Zanda glielo abbiamo messo in quel posto” (Mussolini non ha simpatia per il capogruppo Pd in Senato). Traditori . “Sono scioccata, ma non potrei mai ribellarmi: lui è e resta il mio leader. Le sembro una che può tradirlo? Non sono mica come quelli lì che giocano a scambiarsi le figurine” (Santanchè ). Dissidenti . “Il Pdl, che è il partito di Berlusconi e Alfano, ha espresso una linea in Parlamento. Se altri non vi si riconoscono, sono loro i dissidenti” (Barbara Saltamartini, deputata alemanniana, oggi vicina a Comunione e Liberazione). Cibo/ 1 . Mercoledì mattina. Aula di palazzo Madama. Paola Pelino, senatrice abruzzese, offre materna all’amareggiato Silvio i confetti che la sua famiglia produce da decenni a Sulmona. Ci bo/2 . “Non mi sento tradita, certo ho mangiato un cucchiaino di merda” (il sapore della fiducia a Letta secondo Santanchè). Afasia . In molte s’affidano ad un delicato silenzio in cui lasciar decantare l’asprezza delle cose. Non pervenute: Laura Ravetto , Lara Comi, Annamaria Bernini. Tutte volti tv del berlusconismo fino a qualche giorno fa. Speranze . “Ho offerto la mia testa ad Alfano su un vassoio d’argento, mi auguro che su quel vassoio non ci finisca la testa di Berlusconi” (Santanchè )”.


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