Magazine Psicologia

Danielle Laporte, The Desire Map – La guida per gli obiettivi dell’Anima

Da Lemat @LeMatPercorsi

"Credo fortemente che le donne abbiano frainteso il movimento femminista del '68 e credo che nessuna donna dovrebbe aspirare ad essere un uomo" - Gaia

Con questa convinzione nella testa sono arrivata al testo "The Desire Map" di Danielle Laporte: in un mondo in cui per anni l'idea di business e obiettivi da raggiungere sono stati trattati, vissuti e definiti dagli uomini per gli uomini, Danielle ci propone una guida divisa in due parti totalmente nel rispetto anche di quel femminile che oggi più che mai si sta facendo promotore di un nuovo modo di guardare alla realtà fatto di rispetto delle proprie passioni e del proprio sentire, anche nel mondo aziendale e manageriale.

Premesso, come si intuisce nel titolo, il testo al momento è unicamente in inglese...

"About eight years ago, I decided to have a chill New Year's Eve at home. I pulled out some poster board and divided it into some life sections, like Home, Love, Money, Work. My former husband and I started writing down goals in each area. It wasn't quite a vision board, biu it wasn't just a to-do list. And yet something was still missing."

Ciò che Danielle si rende conto che manca qualcosa... è un senso di appagamento: su quel tabellone c'erano scritte cose fantastiche da fare insieme alla famiglia ed agli amici tanto da sentirsi pieni, quasi già stanchi, di sicuro poco emozionati. Inizia, quasi per gioco, a pensare che forse l'attenzione non dovrebbe rivolgersi unicamente ai singoli obiettivi ma a come ci si vuole sentire in ogni ambito della propria vita.

Eppure la maggior parte di noi fa lo stesso sbaglio ogni anno: si prefigge di iniziare ad andare in palestra, di visitare almeno una capitale europea ogni due mesi e via così, una lista di cose senza cuore che generalmente riponiamo in fondo al cassetto e finiamo per dimenticare per il pranzo della Befana.

Danielle ci racconta il suo personale viaggio a ritroso partendo da un sincero "come mi voglio sentire?" fino a giungere ad un "cosa posso fare per sentirmi?", ci racconta come il nuovo cartellone dei buoni propositi, come lo chiameremmo noi, finisce per acquistare una nuova fluidità e motivazione.
Capire come ci vogliamo davvero sentire è una potente azione chiarificatrice, elimina i fronzoli inutili e ci riporta alle cose che veramente vogliamo, a ciò che davvero può muovere la nostra azione.

"Behind every desire there is a feeling and your feelings will lead you to your soul"
"Dietro ogni desiderio c'è una sensazione e saranno queste a condurti alla tua anima"
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Le emozioni sono ciò che guidano la nostra vita ed è ormai dimostrato che la loro forza supera di gran lunga quella dei pensieri: impegnarsi per capire quali di essi sottendono ad ogni nostra azione, capire quali sono gli "stati d'Anima", in inglese core feelings, ci permette di stare davvero bene, qualsiasi cosa esso significhi per noi.

Un testo che parla della paura di scegliere le cose semplici convinte e convinti che "solo il duro lavoro paga", modo di dire che probabilmente trae le sue origini nel periodo in cui gli uomini scavano la pietra, risultato di un'istituzione che incitava la supremazia del più forte piuttosto che la collaborazione.

Quello che Danielle ci suggerisce riga dopo riga non è "cosa fare", ma di rendere chiaro a se stessi il "come ci vogliamo sentire" ed ogni giorno fare semplici passi per stare in quell'emozione il più spesso possibile e, così fluendo, creare i nostri personali obbiettivi col cuore.

Nella seconda parte del libro non solo ci guida raccontando la sua storia e quella di molte delle donne con cui è entrata in contatto, ma ci propone vere e proprie schede di lavoro per iniziare a vivere nel concreto quanto letto nei capitoli precedenti e farne così una reale esperienza.

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Utile per tutte le donne manager che rimangono insoddisfatte nel profondo, per quelle che rinnegano le sensazioni di cuore, per tutte quelle che non hanno ancora capito perché si iscrivono in palestra senza mai presentarsi.
Utile se si sta impostando la propria vita ed il proprio business sulla propria passione.

Sconsigliato, beh, se non si padroneggia almeno sufficientemente la lingua inglese.

Perché adoro i libri in cui puoi mettere davvero in pratica le tecniche proposte e ancor di più quelli che ti guidano in un primo approccio spiegandoti come poterne fare uno strumento personale, scritti in modo semplice e che ispirano gioia.

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