Dare valore all’astensionismo

Creato il 23 agosto 2013 da Oirpina
Scusi se ritorno ancora su un tema già in precedenza trattato, perché vedo che recentemente è stato ripreso da qualcuno cui, come al sottoscritto, sta a cuore la democrazia e il bene di questo Paese. Perché se anche i partiti hanno paura dell’astensionismo, purtroppo non ne tengono conto. All’ASTENSIONISMO va attribuito il significato e il valore che gli compete: quello della insoddisfazione e del rigetto da parte di una larga fascia della popolazione di una politica vuota e autoreferenziale, e di disprezzo per gli squallidi suoi attuali rappresentanti, di qualsiasi parte politica. In altre parole gli ASTENUTI NON SI SENTONO E NON VOGLIONO ESSERE RAPPRESENTATI DA QUESTA CLASSE POLITICA. Una vera DEMOCRAZIA ne dovrebbe tenere conto. Come dar valore allora all’astensionismo ? Basterebbe RIDURRE IL NUMERO DEGLI ELETTI in ogni assemblea elettiva IN MISURA PROPORZIONALE AI VOTANTI, oppure ridurre gli emolumenti degli eletti in misura proporzionale al numero degli astenuti. Perché FINCHE’ L’ASTENSIONISMO NON INFLUIRA’ DIRETTAMENTE SUI PARTITI NON CAMBIERA’ NULLA, e i nostri politici continueranno a spadroneggiare nonostante votati solo da una parte della popolazione. Attualmente i politici che ci governano rappresentano infatti solo delle MINORANZE, ma pretendono di imporre le loro decisioni anche a quella MAGGIORANZA che non li ha votati (e di prendere i “rimborsi elettorali” anche per loro!). Ben venga quindi la proposta di introdurre in una eventuale RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, se mai si farà, una norma che preveda una riduzione del numero dei Parlamentari in misura proporzionale al numero degli astenuti: sarebbe già un passo avanti rispetto alla vergognosa situazione attuale! Giovanni Dotti