DAVID CHAYTOR, DEPUTATO INGLESE , SARà L’UNICO COLPEVOLE DEI RIMBORSI GONFIATI IN INGHILTERRA

Creato il 12 gennaio 2011 da Madyur

Colpa di un mutuo fantasma se il deputato David Chaytor è finito in carcere per 18 mesi. Fra tutti i parlamentari britannici saliti alla ribalta delle cronache per lo scandalo dei rimborsi gonfiati lui è il primo , e forse l’unico, a pagare la colpa.

C’erano di mezzi pezzi grossi dei laburisti , dei conservatori, dei liberaldemocratici , di ogni schieramento politico e di ogni levatura. Quel pasticcio aveva costretto i leader a chiedere scusa agli elettori alla vigilia del voto. Centinaia di onorevoli rappresentanti del popolo si erano inventati un modo semplicissimo per portare a casa una manciata di sterline in più : presentavano fatture, scontrini , ricevute per spese sostenute in forza del loro mandato. Peccato che erano spese come quelle per il canarino , per le sementi del giardino , per la sella del cavallo , per lo scopino del water.

Molto irritante.

Alcuni si erano persino inventati mutui fantasma. E David Cheytor, un deputato di seconda fila dei laburisti, l’aveva fatta grossa. La cifra che ne ha ricevuto , 18350 sterline ( 22 mila euro), non è la fine del mondo e per giunta le ha restituite con gli interessi , ma è il modo che ha disturbato: una presa in giro.

Lui, ex professore universitario , aveva comperato una casa a Regency Street e aveva pagato il debito con la banca. Però, sfruttando la regola che consente agli eletti di chiedere un rimborso per l’affitto di un appartamento , aveva finto di essere l’inquilino di un fantomatico proprietario d’immobili. L’inghippo è salrtato fuori quando il proprietario d’immobili non era altri che la figlia di David Chaytor.

Mezza Camera dei Comuni si dedicava alla medesima pratica. I più smaliziati sono usciti fuori facendo finta di niente . David Chaytor, no. Non si è presentato alle elezioni , ha firmato un assegno per restituire i soldi presi , i laburisti lo hanno cacciato, eppure il giudice gli ha dato 18 mesi in carcere senza sospensione della pena. “Lo scandalo delle spese ha fatto traballare la confidenza nel legislatore e quando un pubblico ufficiale è colpevole di offese del genere è necessario che seguano sanzioni penali così che le persone si rendano conto di quanto dia importante essere onesti nel trattare i fondi pubblici” questa è la motivazione della sentenza.

Difficile che finiscano tutti dentro. I partiti si troverebbero decapitati. Meglio i pesci piccoli.


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