Davide Cassani dona al Museo del Ghisallo di Stephen Roche

Creato il 22 novembre 2012 da Bigfruit @ciclismonelcuor
L'ex corridore nonchè attuale commentatore rai Davide Cassani, in occasione degli Oscar Tuttobici, ha donato la maglia rosa di Stephen Roche al Museo del Ghisallo; A riceverla sul palco i due nipoti di Magni, Edoardo e Riccardo Fracassi.
Dopo oltre un anno di attesa dunque, la maglia rosa che Roche indossò il 27 maggio del 1987, in occasione della tappa Terni-Monte Terminillo, è finalmente al Ghisallo, in qualità di 51a rosa della collezione.
La particolarità di questa maglia prodotta dal maglificio Castelli è determinata da due squarci sui fianchi, più o meno simili per altezza e dimensioni. «Li fece proprio Stephen, per il troppo caldo, durante l’ascesa del Terminillo», spiega Cassani. Fu sì il Giro delle polemiche interne alla Carrera-Vagabond per la doppia leadership di Roche e Visentini, ma anche l’anno in cui l’irlandese fece triplete, che nel ciclismo significa Giro-Tour-Campionato del Mondo.
Davide Cassani poi, spiega così la sua scelta di donare la maglia di Roche:
«Io non ha mai conquistato la maglia rosa, però ne avevo in casa due. Quella di Visentini del 1986 e quella di Roche del 1987, miei compagni alla Carrera di Boifava. Mi sono messo d’accordo con Sergio Meda per donarla al Ghisallo, anche se con un pizzico di egoismo mi sarebbe piaciuto tenerla ma al museo sicuramente la vedrà più gente, rispetto a casa mia».
«Vado a cercarla ma non la trovo. Così chiamo Sergio Meda e mi scuso. Non so se mi abbia creduto o no ma è andata così: l’avevo persa. Il 13 ottobre è morto mio papà e mia madre dopo una settimana, come succede sempre, è andata a sistemare un po’ gli armadi. E in fondo ha trovato c’era una cassettina, dove mio padre aveva nascosto la maglia rosa»

«Appena l’ho recuperata ho pensato a mio padre ma anche alla promessa che avevo fatto. Anche perché a pochi giorni dalla morte di mio padre è mancato anche Fiorenzo Magni. Per questi motivi voglio regalare questa maglia: l’ho promessa a Sergio Meda e perché la voglio dedicare a queste due grandi persone. Una è mio padre, che è stato importante per me e Fiorenzo Magni che è stato importante per tutti coloro che amano e hanno amato il ciclismo»

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