Magazine Società

Ddl difesa del suolo, dall’Inu il bastone e la carota per il Governo

Creato il 17 settembre 2012 da Ediltecnicoit @EdiltecnicoIT
bastone-e-carota-inu-ddl-catania-consumo-suolo

In un comunicato stampa diffuso ieri, 16 settembre, L’Istituto Nazionale di Urbanistica ha espresso grande soddisfazione per l’approvazione dal parte del Consiglio dei Ministri del Ddl presentato dal Ministro delle Politiche agricole Catania in materia di valorizzazione delle aree agricole e contenimento del consumo di suolo. Allo stesso tempo, l’Inu ha sottolineato che nella riforma c’è un grande assente: il patrimonio urbanistico non coltivato. Mancano inoltre, e sono necessari secondo l’Inu, strumenti adeguati per garantire il contenimento del consumo. Ultima stoccata al Governo da parte dell’Inu: il Ddl Catania non deve farci dimenticare che questo provvedimento è solo una parte della più generale riforma del governo del territorio.

Leggi anche Consumo di suolo, via libera del CdM al disegno di legge.

Il Ddl difesa del suolo è una proposta che riguarda due temi vitali per il futuro del Paese, quali il ruolo ancora più positivo dell’attuale che potrebbe avere l’agricoltura nello sviluppo dell’economia italiana e la prospettiva di sostenibilità che una riduzione del consumo di suolo, risorsa ambientale finita e non riproducibile, comporterebbe per lo sviluppo del territorio italiano e la riqualificazione delle città.
La riduzione del consumo di suolo, in particolare, non riguarda solo le problematiche, pur importantissime del paesaggio, una ricchezza nazionale da tutelare e valorizzare, ma più in generale quelle ecologiche profonde, per le conseguenze negative che un incontrollato ed eccessivo consumo di suolo determina sulla capacità di rigenerazione delle risorse ambientali riproducibili, sulla stabilità e sulla sicurezza del sistema idrogeologico, sui cambiamenti climatici troppo spesso fonte di eventi disastrosi, sull’aumento dei consumi energetici.
L’INU ricorda, inoltre, come dal 2009 abbia dato vita insieme a Legambiente al Centro di Ricerca sul Consumo di Suolo, una struttura di ricerca appoggiata al Politecnico di Milano che in quattro anni ha evidenziato attraverso i tre Rapporti presentati le conseguenze negative del consumo di suolo, ha messo in ordine i conti dello stesso consumo al di là delle stime catastrofiche o minimizzanti prima circolanti, ha approfondito le modalità di computo e ha evidenziato le politiche più efficaci per contrastarlo. L’INU considera quindi questa prima proposta legislativa anche come un successo della propria iniziativa, impegnandosi nella continuazione dell’attività di ricerca e di proposta già intrapresa.

L’INU, tuttavia, sottolinea anche i limiti della proposta. Ma dopo i complimenti, le stoccate: dunque, il bastone e la carota per il Governo. L’Inu auspica innanzitutto che in sede di approvazione del Ddl da parte del Parlamento vengano superati due evidenti handicap della proposta, cioè l’individuazione delle aree agricole sulla base delle previsioni della strumentazione urbanistica e la proposta di contenimento del consumo di suolo alle sole aree agricole, dimenticando l’ampio patrimonio naturalistico non coltivato, anch’esso fonte di equilibrio ecologico e qualità paesaggistica. L’INU, inoltre, sollecita l’inserimento di adeguati strumenti per garantire il contenimento del consumo di suolo più efficaci di quelli indicati nella stessa proposta, quali un nuovo regime fiscale che penalizzi tale consumo e incentivi il necessario processo di riqualificazione urbana, sulla scorta delle migliori esperienze europee in materia.

L’INU ricorda, infine, come i due temi principali affrontati dal Ddl difesa del suolo siano parte di una più generale riforma del governo del territorio che l’Italia attende da molti decenni e che, in particolare, è stata resa obbligatoria dalla legge di riforma costituzionale 3/2001. Pur ribadendo la massima condivisione per la proposta presentata e assicurandone il più adeguato sostegno in base alle proprie possibilità, l’INU ricorda al Governo la necessità di affrontare al più presto riforma del governo del territorio, necessaria anche per lo sviluppo e la crescita economica del Paese.


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

  • Ddl lavoro: fiaip, a rischio piu’ di 10.000 partite iva

    lavoro: fiaip, rischio piu’ 10.000 partite

    Roma, 19 apr - Partite Iva a rischio nel settore immobiliare. “Sono a rischio più di 10.000 partite Iva ed agenti immobiliari in Italia che operano come... Leggere il seguito

    Da  Maurizio Picinali
    LAVORO, SOCIETÀ
  • Fusi e refusi di governo

    Fusi refusi governo

    Licia Satirico per il SimplicissimusDopo il refuso dei ticket sanitari per i disoccupati, il governo Monti fa nuovamente dietrofront sulla tassazione delle bors... Leggere il seguito

    Da  Albertocapece
    CULTURA, SOCIETÀ
  • Diamo un parere al Governo

    Diamo parere Governo

    Ho una lavatrice che consuma troppa acqua e troppa energia ma non posso cambiarla. Ho chiamato un idraulico per ridurre i consumi e dopo quattro mesi il primo... Leggere il seguito

    Da  Antonio
    CULTURA, SOCIETÀ
  • Il governo va avanti

    .Come se nulla fosse successo alle amministrative.La riforma dei partiti.Le ricette per la crescita.Il problema degli esodati.La riforma del lavoro.La... Leggere il seguito

    Da  Funicelli
    SOCIETÀ
  • Sei mesi di governo Monti

    Sono trascorsi sei mesi dall'insediamento di Mario Monti alla Presidenza del Consiglio ed è passato abbastanza tempo per fare un bilancio ragionato dell'azione... Leggere il seguito

    Da  Veritaedemocrazia
    POLITICA, POLITICA ITALIA, SOCIETÀ
  • Esodati: Governo tecnico o Governo balneare?

    Com'è noto, il Governo Monti, nel varare la riforma del sistema pensionistico, si è "dimenticato" dei cosiddetti "esodati", cioè di coloro che avevano... Leggere il seguito

    Da  Mauro
    ATTUALITÀ, POLITICA, SOCIETÀ
  • E bravo governo!

    bravo governo!

    E bravo Monti, e bravo Riccardi, e brava Cancellieri...Alla fine l'avete deliberata la maledetta tassa sul permesso di soggiorno (+ 107 euro circa rispetto a... Leggere il seguito

    Da  Lioneisy
    SOCIETÀ