De Lamentiis – Marechiaro e stipendio in nero

Creato il 04 ottobre 2012 da Vivalafifa @WlaFifa

Appena vede gli uomini in divisa arrrivare, Walter Mazzarri non resiste: “Sparatemi, sparatemi addosso!”. Ci pensa il presidentissimo a riportarlo alla ragione: “Muto, se no a Natale non ti compro gli 87 terzini che mi hai chiesto”. La Guardia di Finanza si presenta di buon’ora nella sede del Napoli per un controllino. Pare che nello scontrino della cessione di Lavezzi al Psg manchi la data di emissione. Aurelio De Laurentiis, come sempre, la prende bene e accoglie le fiamme gialle proiettando sulla facciata della sede partenopea l’ultimo suo cinepanettone “Natale in casa De Sica”. E’ il caos. Uno dei militari si sente male. Il quadro di Maradona comincia a piangere cocaina. Mazzarri chiede tre rigori per il Napoli.

Andrea Agnelli coglie la palla al balzo: “Il calcio deve uscire dall’evasione fiscale, ma se la finanza entra nella sede del Napoli allora va bene”. Arriva a rimorchio Zeman: “Una volta ho battuto Mazzarri a chi fumava di più al giorno”. De Laurentiis non coglie le provocazioni (“Mi fate più ribrezzo di Massimo Boldi in mutande”) e si mette a disposizione della Finanza, spargendo 3 chili di salsiccia e friarielli sui libri contabili del Napoli. Il blitz dura mezzora, più altri dieci minuti di polemica perchè uno dei finanzieri nel tempo libero fa l’arbitro di calcio a 5 e Mazzarri gli chiede 5 rigori e 2 espulsioni.

Alla fine ci pensa l’avvocato del Napoli, il principe del foro Giugiù ‘o Fetent’, a mettere in chiaro le cose: Si è trattato esclusivamente di un’indagine consocitiva, nel senso che volevano far conoscere a De Laurentiis il significato dell’espressione ‘evasione fiscale’”.

Alessandro Oliva

@aleoliva_84


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