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DEAD SKELETONS, Live In Berlin

Creato il 06 aprile 2016 da The New Noise @TheNewNoiseIt

DS

Quella che l’etichetta londinese Fuzz Club presenta come la prima pubblicazione in due anni dei Dead Skeletons è in realtà la registrazione di un concerto tenutosi nel 2013 al Club SO36 di Berlino: poco male, conoscendo il valore del gruppo dal vivo. Ci sono band che rendono decisamente più su un palco che in studio e i Dead Skeletons sono una di quelle, anche a prescindere dalle qualità performative del frontman. Nonni Dead alterna l’attività di cantante a quella di artista: ha aperto una galleria a Reykjavik in cui crea ed espone le proprie opere, il cui tema principale è il binomio vita/morte. I dipinti di Nonni, che raffigurano per lo più – spesso sovrapponendoli –  crani o lui stesso, a uno sguardo superficiale possono apparire lugubri: in realtà, a ben vedere, le pennellate rapide e decise trasudano una vitalità disperata, la stessa che Jón Sӕmundur – questo il suo vero nome – porta sul palco assieme ai suoi Dead Skeletons in esibizioni che assumono le sembianze di veri e propri rituali per esorcizzare la morte, officiati fra i fumi dell’incenso.

La maggior parte dei pezzi contenuti in questo album dal vivo era già in Dead Magick del 2011, altri sarebbero stati inseriti in ep successivi usciti per la stessa Fuzz Club e per Dead Monk, etichetta dello stesso Nonni; seppur non inediti, i brani si arricchiscono di sfumature nuove e atmosfere piacevolmente evolute rispetto ai lavori in studio. I mantra di Jón sono qui più cantati che recitati, con voce spesso suadente, lo strumming chitarristico si fa ancora più ossessivo e il basso cavernoso, coltri di synth e bordate di feedback colorano le consuete cavalcate kraute. In più punti la band vira piacevolmente verso sonorità psychobilly: in pezzi come “Buddha Christ”, “Kundalini Eyes” e “Get On The Train” sembra di sentire più Chrome Cranks e Gun Club che i Neu!. A sancire la vittoria definitiva della vita sulla morte è la bellissima “When The Sun”, la mia preferita del lotto, carica di vibrazioni positive, per usare un frasario fricchettone che qui non suona certo stonato. Chiude l’album, ovviamente, “Dead Mantra”, manifesto del Dead Skeletons-pensiero: “colui che teme la morte non può godersi la vita” canta Nonni con piglio sciamanico.

Live In Berlin esce su doppio 12” (standard su vinile bianco splatterato rosso-nero oppure nero splatterato di giallo), cd e mc. L’artwork, ovviamente, è stato realizzato da Nonni Dead.

Dischi 2016, dead skeletons, fuzz club records

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