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Dedizione senza brama.

Da Borful
Dedizione senza brama.
"Dalla tristezza che spesso diventò insopportabile, trovai una via d'uscita per me cominciando a disegnare e a dipingere, ciò che non avevo mai fatto in vita mia. Non importa se ha un valore oggettivo; per me è un nuovo immergersi nel consolamento dell'arte, che lo scrivere non mi dava quasi più. Dedizione senza brama, amore senza desiderio."
Hermann Hesse
(da una lettera allo scrittore Felix Braun, 1917)

Esiste un Hermann Hesse pittore. Non è assolutamente paragonabile allo scrittore fondamentale che fu. Lo sapeva benissimo lui stesso. Tuttavia, a ben guardare, i suoi acquerelli non hanno solo un'importanza biografica e personale. Facevano parte in un certo qual modo di un'autoterapia per la depressione che verso i quarant'anni lo affliggeva con forza. Fu il suo psicanalista di scuola junghiana a consigliargli di "buttare fuori" non con le parole, ma con le immagini gli stati d'animo inesprimibili che lo agitavano. Camminare, nel paesaggio di Montagnola in Svizzera, già gli piaceva molto. Fu sufficiente aggiungere poche cose.
"Ho in mano il mio sgabello da pittore, questo è il mio apparecchio magico e il mio mantello faustiano, con l'aiuto del quale ho fatto magia mille volte e ho vinto la lotta con la stupida realtà. E sulla schiena porto lo zaino, dentro c'è la mia tavola da dipingere, la mia tavolozza con i colori ad acquerello e una bottiglietta d'acqua per dipingere, e alcuni fogli di bella carta italiana (...)"
(dall'articolo Ohne Krapplack, pubblicato sul Berliner Tageblatt, 1928)
L'uomo di parole, sperimentava la liberazione procurata dal mettere su carta non pensieri, ma relazioni cromatiche, stimoli visivi, percorsi in equilibrio tra forme e segni che non avevano altro scopo se non quello di diventare la diretta emanazione del suo sentire, prima della parola, prima di ogni altra volontà e intenzione comunicativa, riflessiva. Tornava alla sorgente. Per noi, forse, non significa niente di interessante, per lui significò l'incontro con un se stesso ignoto, ma presente.
Tanto basta, per dare un senso essenziale al fare immagini. E aggiungo: al prendere fotografie.
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