Magazine Diario personale

Dei vezzi di mio padre.

Creato il 07 marzo 2018 da Larablogger @laratorres83

Quando ero piccola c’era una cosa che mi piaceva fare quando mio padre rientrava dal lavoro. Era una cosa che mi faceva sentire importante.

Si sedeva a tavola e, visto che faceva il “commerciante di prodotti ittici” (amava che chiamassi così il suo mestiere, gli conferiva un’aura di solennità), io gli staccavo dai polsi le squame che gli erano rimaste attaccate durante la mattinata e che non erano venute via neanche dopo i mille lavaggi a cui si sottoponeva per non far percepire neanche minimamente che lui maneggiasse pesce dal mattino alla sera.

In effetti lui e la sua pescheria ti inebriavano per i suoi eau de parfum che consumava copiosamente. E alla fine uscivi da lì che non sapevi se avessi comprato 5kg di orate o Chanel n. 5.

Se la scrittura, come le foto, servono a rendere immortali persone e momenti, allora incollo qui questa polaroid di un racconto familiare e antico, profumato e autentico.

Lo avrei fatto per mille anni ancora, staccare le squame e sentirmi dire il tanto agognato “brava Laretta”.

Dei vezzi di mio padre.

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