Del come le donne sono le prime nemiche di loro stesse. Specie se sono incinte.

Creato il 21 ottobre 2013 da Phoebe1976 @phoebe1976

Niente come la maternità scatena gli animi ed autorizza la maggioranza delle donne (sì, delle donne) a salire in cattedra e dare consigli non richiesti. Oppure a sputare sentenze a destra e a manca, manco fossero serpenti velenosi.

E le donne spesso lo sono, eccome.

E le gravidanza tira fuori in certi soggetti il peggio del peggio, non solo quando si parla di gatti.

Qualche settimana fa fu la volta della campionessa di sollevamento pesi Lea-Ann Ellison, che tra lo sdegno dei perbenisti sollevava pizze da trenta chili col pancione facendo aumentare vorticosamente il livello di veleno in circolo al club delle so-tutto-io.

Ché, signora mia, oggigiorno se ne vedono di tutti i colori.

Poco conta l'allenamento della signora in questione, il fatto che fosse al terzo figlio e che in ogni caso fossero anche fattacci suoi: su Internet si è levato un polverone pari solo alla polemica contro i gatti. Povere bestie.

Questa settimana è il turno di Michelle Hunziker, rea di aver scodellato la piccola Sole in tutta fretta e di essere tornata al lavoro tra giorni dopo innalzando al cielo lo stendardo “La maternità non è una malattia”, attirando intorno a sé le occhiatacce di chi così poco aveva da fare da permettersi di sentenziare “Tornando a lavorare 4 giorni dopo il parto si dà un brutto messaggio e si possono creare pessimi modelli”.

Ora, a me la Hunziker manco sta simpatica, ma due cosette vorrei dirle:

  • Se fosse stato un avvocato, un commercialista o un libero professionista in generale, l’avreste trovato così scandaloso? E se avesse avuto semplicemente un negozio? No, perché queste cose succedono di continuo a tantissime donne, ma nessuno grida allo scandalo. Trovo invece più scandaloso chi sputa sull’istituto della maternità, privilegio e conquista sociale imprescindibile, abusandone per il proprio tornaconto.
  • Non mi pare che lavorare a Striscia la Notizia sia esattamente spalare carbone in miniera, come lei stessa ha giustamente affermato considerandosi privilegiata e molto fortunata. Quindi? Fare la casalinga mi sembra un’occupazione molto più faticosa di questa eppure noi donne la esercitiamo prima e dopo il parto senza batter ciglio.
  • Ma saranno fatti suoi?
  • Invidiose, eh?
  • La frase "La maternità non è una malattia" sta diventando il mantra di una nuova generazione di donne e mi ha un filino rotto le scatole. Forse dovrei iniziare a stampare magliette con questa frase, farei un sacco di soldi.
  • Se c'hai come modello di vita la Hunziker forse il problema sta a monte: forse, e dico forse, non dovresti proprio procreare.
  • Tutt’al più dovrebbe essere insultata e presa a borsettate per aver chiamato la propria secondogenita come un detersivo per i piatti, probabilmente per scimmiottare la ben più charmant Penelope Cruz che ha chiamato sua figlia Luna.

Critiche più attente e maliziose posano l'accento non sul mancato svolgimento della (meritata) maternità ad opera dio Michelle, ma delle possibili ripercussioni sociali dell'accaduto. In un mondo in cui il precariato la fa da padrone, in cui lasciare a casa e senza tutela donne incinta, partorienti e neomamme è sempre più facile, far passare il messaggio che oplà, tutto invece si può fare nel tempo in cui si cura un raffreddore svaluti la figura della donna.

Secondo la mia modestissima opinione, invece, noi donne alimentiamo noi stesse il pregiudizio maschile, approfittandoci con aria da furbette degli istituti che ci sono stati concessi, non senza lotte, da chi ha voluto strenuamente riconoscere un diritto sacrosanto.

Ma soprattutto, se un datore di lavoro si fa venire strane idee in mente riflettendo sul comportamento di Michelle Hunziker, allora siamo davvero alla frutta.

Allora davvero la fine del mondo è vicina e gli zombie sono in arrivo...


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