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Dell’Utri fascista a Torino contestato dall’Idv e da Borsellino

Creato il 01 dicembre 2010 da Iannozzigiuseppe @iannozzi

di Iannozzi Giuseppe

Dell’Utri fascista a Torino contestato dall’Idv e da Borsellino
Dell’Utri a Torino è stato fortemente contestato. Marcello Dell’Utri si trovava nella capitale sabauda per presentare i presunti diari inediti di Mussolini pubblicati da Bompiani. La protesta contro il senatore è stata scandita da “Fuori la mafia dallo Stato, Fuori Dell’Utri dal Senato”. Gli studenti davanti all’Università di Torino hanno così accolto il senatore insieme a molti militanti dell’Italia dei Valori. Salvatore Borsellino, fratello del giudice assassinato, ha dichiarato: “Sono qui per guardare in faccia un mafioso che è diventato senatore. Trovo indecoroso che in Italia sia senatore una persona condannata per concorso esterno alla mafia”.

Dell’Utri ha sbottato: “Queste manifestazioni sono fatte proprio da chi vuole la democrazia. Se democrazia è impedire di parlare, lasciamo ogni commento”. Sono circa un migliaio i contestatori, davanti alla libreria Fogola e lungo le strade limitrofe dove il senatore del Pdl – difeso ad oltranza dal premier Berlusconi – ha cercato di presentare i presunti diari di Mussolini. La polizia ha dovuto transennare tutta la zona per evitare che qualche incidente potesse accadere.
Marcello Dell’Utri ha dato addosso ai manifestanti tenendosi però ben abbracciato al corpo di polizia: “I manifestanti contestano la possibile agiografia di Mussolini. Noi siamo qui per presentare un libro che è giusto che sia stampato, sia letto e sia studiato perché è giusto che la verità sia studiata con tutti i mezzi”.

Dell’Utri parla di questi presunti diari di Mussolini come se fossero autentici, quando persino l’editore Bompiani ha messo le mani avanti sulla loro autenticità. I diari che Dell’Utri vorrebbe far passare per degli originali sono stati giudicati dei falsi: Giovanni Sabatucci, Valerio Castronovo e Denis Mack Smith non hanno dubbi in merito, sono dei falsi. Anche la prestigiosa casa d’aste Sotheby’s li ha bollati per dei falsoni senza né se né ma. A suo tempo Carlo Feltrinelli, dopo attenta analisi da parte di una sua equipe di valenti storici, li disse dei falsi e li rimise al mittente.


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