Della Perversione

Creato il 20 novembre 2013 da Loredana De Michelis @loridemi

Quando vuoi comprendere qualcosa, chiedi sempre a chi la sta facendo e a chi la guarda senza poterla fare. Così saprai riassumere.Per questo della morte non si capisce nulla: chi la sta facendo non riesce a parlarne, e pure tace chi la guarda accadere.Ma della perversione è facile: chiedi ad un barista.Lui, stancamente, ti mostrerà chi la fa.Chi ce l’ha? Nessuno: qualcuno possiede forse la morte?Il barista assiste agli eventi da cui dipende la sua sopravvivenza. Ne trae un certo gusto, che è particolare e niente ha a che vedere con chi pensa di essere protagonista dell’evento stesso.Un barbone passa e chiede un goccio di cocacola in una tazza di caffè. Il barista lo vede entrare e accende un pensiero stanco ma obbligatorio: lo mando via questa volta o domani? Il barbone lo sa, e tenta la fortuna, ma nulla in realtà potrà cambiargliela: qualunque cosa succeda dopo viene un altro bar e un altro ancora e un altro ancora. Cosa avviene nel mezzo non ha importanza.Un cliente entra e vuole parlare di sé stesso: è la sua mezz’ora di introspezione esibita e ha deciso che la farà lì, sotto quelle luci che sono meglio di quelle fredde di casa sua. Il barista finge un ascolto disinteressato, ma poi ascolta davvero, giusto quel poco che serve per rifornire il prossimo cliente che vuole spettegolare, e per sentenziare egli stesso con chi fingerà di ascoltare lui, una volta ogni tanto. Perché il barista, se non fosse stato barista sarebbe stato l’avventore. Entra una donna stanca che pensa di essere interessante e parla al barista come se fosse un maggiordomo. Entra un uomo vuoto che cerca qualcosa che lo distragga e si rivolge a lui come se fosse faccendiere.Entra una vecchia conoscenza e non ti riconosce, sta parlando e vivendo in un’altra dimensione. Tu guardi i suoi capelli e pensi che non ne ha persi poi così tanti in 20 anni.Vedi tanti cedere a un momento di pausa e di puerilità dietro la spinta dell’alcool e del calore di un posto chiuso in inverno. Li vedi compiacersi e vergognarsi al tempo stesso.La perversione la trovi nel caffè, cattivo, tossico. Così almeno ti sembrava all’inizio. Ma poi hai capito che andava inteso diversamente, come il gorgonzola: cattivo in assoluto, perfetto quando ne capisci l’essenza di accoppiamento con altri elementi e ne trascuri di giudicarne l’odore su memorie precedenti.La perversione è un momento di assenza di memoria in cui non paragoni niente di ciò che hai con quello che hai conosciuto prima, altrimenti dovresti piangere.
©Loredana de Michelis
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