Denise Pipitone: sentenza shock, assolta Jessica Pulizzi

Creato il 27 giugno 2013 da Alessiamalachiti @amalachiti

I giudici hanno impiegato tre giorni per arrivare al verdetto: Jessica Pulizzi è innocente. Il processo di primo grado non ha avuto esito positivo per la madre di Denise Pipitone, che ha affermato di non credere più nella giustizia italiana. I commenti di Piera Maggio sono stati particolarmente forti: «A Berlusconi vengono dati 7 anni. Qui per il sequestro di una bambina la persona viene assolta nonostante indizi univoci e convergenti». Piera Maggio continua: «Oggi Denise è stata nuovamente sequestrata. Non smetto e non smetterò mai di dire che Jessica è colei che ha sequestrato Denise e che l’entourage la ha coperta. Oggi non credo più nella giustizia. Sono adirata. C’è qualcuno che ha impedito di fare giustizia, ma non posso dire chi. Denise è diventata una questione di carriera per alcune persone. Quando alcuni andranno in pensione mi daranno ragione per quello che penso. Noi non smetteremo mai di cercare Denise. Mia figlia deve essere trovata».

Pietro Pulizzi, padre naturale di Denise, ha commentato l’assoluzione della figlia Jessica affermando che «Non c’è giustizia». L’opinione pubblica è rimasta sotto shock per il verdetto dei giudici e per i media sembrava ormai essere certo che, per il rapimento della piccola, avvenuto a Mazara del Vallo (Trapani) nel 2004, fosse colpevole Jessica Pulizzi.

La sorellasta di Denise, accusata di aver agìto spinta dall’odio e dalla gelosia nei confronti di Piera Maggio, aveva diciassette anni all’epoca dei fatti. Oggi, ventiseienne e madre di una bambina, ha scelto di non comparire in aula durante la lettura del verdetto, che però è stato a suo favore.

Non esistono prove sufficienti a carico della ragazza, secondo i magistrati. Dopo aver appreso la notizia dal Tribunale di Marsala, Jessica Pulizzi ha commentato: «Ho sempre detto di essere innocente, i giudici mi hanno creduto: dopo 9 anni da incubo hanno preso la decisione che dovevano prendere. Spero che facciano giustizia per Denise. La mia vita, ora, può continuare normalmente».


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