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Destinazione Parasite

Creato il 11 novembre 2019 da Cannibal Kid
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Parasite Titolo originale: Gisaengchung Regia: Bong Joon-ho Cast: Song Kang-ho, Lee Sun-kyun, Cho Yeo-jeong, Choi Woo-shik, Park So-dam

Destinazione Parasite

"È uscita la recensione di Pensieri Cannibali del nostro film. Speriamo bene..."


Gisaengchung è un film sudcoreano premiato all'ultimo Festival di Cannes con la Palma d'Oro e osannato dalla critica mondiale. Vi aspettate un incomprensibile e pesantissimo mattonazzo girato in bianco e nero con sì e no due dialoghi, noioso come e forse ancora di più di ciò che sembra?
Destinazione Parasite

Beh, nella maggior parte dei casi avreste ragione. Non stavolta, però. Gisaengchung, il cui titolo internazionale è Parasite, è una pellicola che cattura l'attenzione dal primo all'ultimo istante. Non è un film action, ma a tratti è più adrenalinico di qualunque film action vi sia capitato di vedere da Mad Max: Fury Road in poi. Inoltre è solo in parte un thriller, però sa essere più teso e incalzante di ogni thriller uscito negli ultimi mesi/anni. Soprattutto, è una visione imprevedibile e sorprendente, che sa stupire come poche altre. Anche a livello di colonna sonora. Non immaginerete mai e poi mai quale celebre cantante viene suonato a un certo punto...

Destinazione Parasite

"Io spero che vengano suonati i BTS. Del resto non mi importa."


Come mai il film è intitolato Parasite? Anzi, facciamo un passo indietro: cosa significa parassita? Dal dizionario Treccani: “Nell’uso odierno, anche come s. f., chi mangia e vive alle spalle altrui: attorniarsi di adulatori e parassiti. Più genericam., persona che vive senza lavorare, sfruttando le fatiche altrui, o che vive alle spalle degli altri, senza alcun contributo personale sul piano del lavoro e della produttività: vivere da p., fare il p., Salvini è un p. dello Stato.”.
Treccani specifica inoltre che esistono due tipi di parassiti: gli ectoparassiti, che vivono sulla superficie esterna dell’ospite, e gli endoparassiti, che vivono all'interno del corpo dell'ospite. Nella pellicola, come scoprirete, sono presenti entrambi i tipi di parassiti. E poi non dite che qui su Pensieri Cannibali non si fa Cultura.
Non vi è ancora bene chiaro di cosa possa parlare un film del genere? Vi sembra sempre una cosa troppo concettuale e da cinema d'essai?

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"Io non l'ho mica ancora capito di cosa parla codesto film."


Vi anticipo allora giusto qualcosina sulla trama. Non troppo, comunque, perché questo è uno di quei film di cui meno si sa, meglio è. Vi dico solo che parla di una famiglia poverissima, che abita in uno scantinato rubando il wi-fi ai vicini. E questa è la prima forma di parassitismo presente. Una famiglia poverissima e allo stesso tempo astutissima, che mette a punto un piano diabolico e geniale per trovare lavoro. Al punto che ci si domanda: “Siamo sicuri che questa sia una famiglia sudcoreana, e non napoletana?”. E vai di stereotipo, che oggi ne ne avevo ancora proposti!

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"Un po' napoletani però lo siamo, uè uè."


Lo spunto iniziale è molto accattivante. La visione cattura fin dal principio e si sviluppa per bene. A un certo punto sorge però un dubbio: “Ok, l'idea di partenza è davvero efficace, solo che poi cosa mai potrà capitare ancora?”. Nella seconda parte il film spara un colpo di scena degno dello Shyamalan dei tempi migliori, ci sono scene di una tensione quasi insostenibile degne del Breaking Bad dei tempi migliori e l'attenzione sale ancora di più. A voler proprio trovare una pecca, il pre-finale forse è un po' troppo estremo persino per un tarantiniano come me, in compenso il finale-finale riesce a regalare un tocco di poesia che è un ulteriore valore aggiunto. Il tutto senza dimenticare, lungo tutta la durata di una visione che scorre incredibilmente veloce, una feroce ironia e un senso dell'umorismo nero sempre ben presenti.

Destinazione Parasite

"Hey, è incredibile: sembra che Pensieri Cannibali stia parlando bene di un film, senza rompere troppo le palle come al suo solito."


Bong Joon-ho, il regista di Memories of Murder, Madre, Snowpiercer e Okja, questa volta ha davvero superato se stesso. Non solo a livello registico questo è un lavoro tecnicamente magistrale. A colpire nel segno è in particolare la sua sceneggiatura, clamorosamente diretta e allo stesso tempo ricca di significati e di spunti di riflessione profondi. Uno script perfetto tipo quello di Perfetti sconosciuti, che immagino potrebbe essere venduto in maniera analoga per un'infinità di remake internazionali, negli Usa in primis. Anche se, ricordando il pessimo rifacimento a stelle e strisce di un altro cult sudcoreano come Oldboy e nonostante la regia in quel caso di un certo Spike Lee, forse è meglio che ci rinuncino in partenza.

Destinazione Parasite

"Avevano ragione, sta succedendo per davvero: Pensieri Cannibali per una volta non sta criticando un film."
"E non è nemmeno una pellicola adolescenziale."


Non aspettate comunque che arrivino gli americani a farne uno scempio. Smettetela di fare qualunque cosa stiate facendo in questo momento – a meno che non stiate facendo all'amore con Emily Ratajkowski e in tal caso tanto finirete lo stesso nel giro di pochi secondi – e guardate questo film SUBITO. È una visione clamorosa. Autoriale e concettuale fin che si vuole, ma pure godibile quanto un popcorn movie, o quasi. Fate allora anche voi i parassiti e sfruttate gli sforzi di Pensieri Cannibali, che si guarda tanti film di merda per poi trovare e consigliarvi qualche gioiellino raro da non perdere. Come questo. (voto 9/10)


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