Detenzione, maltrattamento, abbandono,uccisione di animali: la lav plaude all’intervento del cfs in umbria

Creato il 10 maggio 2012 da Goodmorningumbria @goodmrnngumbria

Il lavoro svolto, in soli 3 mesi e con pochi strumenti normativi a disposizione, dal CFS guidato dal Comandante Guido Conti merita il nostro plauso per avere portato alla luce le gravissime condizioni nelle quali vivono la maggior parte degli animali in Umbria, per avere scoperto e denunciato 36 casi di maltrattamento e uccisione di animali, per avere elevato 259 verbali a carico di chi non rispetta le leggi, per essersi interessati, cosa non da poco, delle condizioni di vita di animali quali pecore e mucche – che non sono animali “da reddito”- ma animali senzienti sfruttati per ottenerne un reddito, per essere intervenuto con decisione nel rispetto delle leggi in un’ottica di salvaguardia dei diritti dei non umani così come degli umani..

Necessaria e urgente è anche la modifica della Legge Regionale 19/94 sul benessere animale e contro il randagismo dove, per esempio, nel documento 3 marzo 1999 n. 267 integrante la legge regionale stessa ” linee di indirizzo e coordinamento, nonchè applicative, relativamente alla identificazione ed al benessere dei cani”, al punto “box e recinti “fissa come misura minima di deambulazione per cani di grossa taglia (es pastore tedesco) 4 mq inclusa la superficie della cuccia eventualmente presente all’interno dello stesso box.

Graziella Crescentini Gori – Responsabile LAV (Lega Anti Vivisezione) Perugia

nota di redazione: forse sarebbe il caso di non usare acronimi come CFS (Corpo Forestale dello Stao?) ai più sconosciuti, o almeno spiegare  il significato.



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