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Di nuovo accanto

Creato il 04 gennaio 2020 da Gaetano63

Di nuovo accantoIl corpo di Timoteo da Termoli a San Paolo durante l’Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani. E il 26 gennaio nella basilica Vaticana
di Gaetano ValliniDopo duemila anni san Paolo e il suo discepolo prediletto Timoteo, destinatario — secondo la tradizione — di due sue lettere,si ritroveranno vicini. Questo ricongiungimento, singolare e a suo modo storico,avverrà in occasione del prossimo Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani. In quella circostanza, infatti, dal 18 al 25 gennaio, il corpo del santo vescovo di Efeso sarà traslato dalla cattedrale di Termoli, dove è custodito, alla basilica romana di San Paolo fuori le Mura, edificata sulla tomba dell’apostolodelle genti. Un appuntamento che sta mobilitando la comunità ecclesiale di Termoli-Larino e che culminerà il 26 gennaio, quando l’urna con la reliquia del santo sarà trasferita nella basilica di San Pietro per la «Domenica della Parola di Dio», il nuovo appuntamento annuale istituito da Papa Francesco con lettera apostolica in forma di motu proprio Aperuit illis. Una provvidenziale coincidenza ha infatti voluto che la prima celebrazione cadesse proprio nel giorno in cui la Chiesa festeggia la memoria liturgica di Timoteo assieme a quella di Tito.Proprio tale concomitanza di date era statasottolineata al Pontefice in un’udienza privata a Casa Santa Marta, il 30 ottobre scorso, da don Benito Giorgetta, parroco della chiesa di San Timoteo nella cittadina adriaticamolisana,con l’auspicio,condiviso con il vescovo diocesano, Gianfranco De Luca, di poter esporre le reliquie del santo alla venerazione dei fedeli che si recheranno nella basilica Vaticana per quell’occasione particolare. Una proposta accolta con favore dal Papa e che, a seguito degliincontriorganizzativi delle settimane successive, si è poi allargata anche a San Paolo fuori le Mura, da diversi anni fulcro degli eventi ecumenici a Roma. Timoteo è infatti un santo molto venerato anche dalla Chiesa ortodossa, che ne ricorda la memoria il 22 gennaio, e per questo si è deciso di esporne il corpo in quella basilica durante l’Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani.«Nel rinnovare la nostra gratitudine a Papa Francesco — ha detto monsignor De Luca annunciando l’iniziativa — ci prepariamo a vivere questo momento di grazia che l’eterno Padre ci ha donato con l’impegno di valorizzare, per la nostra vita e per la vita delle nostre comunità cristiane, l’insegnamento delle lettere pastorali a Timoteo e, soprattutto, una rinnovata passione per la Parola di Dio che, come scrive Paolo a Timoteo, “tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare” (2 Timoteo, 3, 16). Una passione che ci porta a conoscere le Scritture, a comprenderle alla luce del magistero e a viverle nella quotidianità perché la nostra vita risplenda della luce di Cristo».«Accogliendo la richiesta di questo pellegrinaggio col corpo di san Timoteo a Roma — sottolinea don Giorgetta — Papa Francesco lo ha ridonato ancora una volta a tutta la Chiesa locale, che si sta preparando a questo evento con cura e rinnovata dedizione. Per la comunità ecclesiale termolese, ma anche per quella civile, l’aver ricevuto dalla provvidenza il dono di custodire le sacre reliquie del corpo di san Timoteo è una grande responsabilità. È un onore e un onere. Destinatari e custodi, per questo testimoni di una realtà da non tenere per se stessi. Anche noi dobbiamo ravvivare i doni di Dio ricevuti, donadoli a nostra volta. E questo pellegrinaggio è davvero un’opportunità unica».Di nuovo accantoEd è con questo spirito che la Chiesa di Termoli-Larino donerà aifedeli che si recheranno nelle due basiliche romane la possibilità di venerare le spoglie del “discepolo prediletto” dell’apostolo delle genti. Una reliquia preziosa, con una storia particolare, visto che per ben sette secoliin questa comunità se ne perse traccia, anche se non la memoria. Il corpo del santo vescovo di Efeso venne infatti ritrovato casualmente nella cripta della cattedralel’11 maggio 1945 durante alcuni lavori di restauro. Nell’abside di destra, ben occultata, emerse una tavola di marmo grezzo che copriva a sua volta una lapide posta a chiusura di un loculo. Sul lato inferiore della lapide, quello non visibile, era incisa una scritta in latino: «Nel nome di Cristo Amen. Nell’anno del Signore 1239. Qui riposa il corpo del beato Timoteo discepolo del beato Apostolo Paolo, nascosto dal venerabile Vescovo Stefano insieme col Capitolo di Termoli».Giunto nella cittadina adriatica probabilmente da Costantinopoli — al seguito del conte Oliviero da Termoli di ritorno dalla crociata che aveva messo a ferro e fuoco la città, anche se non vi è riscontro di tale ipotesi nei documenti — il corpo del santo venne nascosto per sottrarlo alle frequenti scorribande dei turchi lungo la costa adriatica. Unnascondiglio così ben congegnato e tenuto in gran segreto da risultare introvabile nei secoli successivi. Solo il teschio, gelosamente conservato in episcopio in un reliquiario d’argento, rimase a testimoniare quella preziosa presenza e a perpetuarne la memoria. Fino all’inatteso rinvenimento. Da allora nessuno ha messo in dubbio l’autenticità della reliquia, sempre più di frequente meta di pellegrinaggi anche di fedeli dell’Est. E con tale sguardo ecumenico, sottolinea don Giorgetta, «san Timoteo, apostolo di Cristo, come lo considerano in modo particolare i fratelli ortodossi, incastonato nell’Ottavario di preghiera per l’unitàdei cristiani, sarà un ponte per dialogare, comprendersi, accogliersi, interrogarsi e incamminarsi verso la ritrovata unità. Lui che appartiene alla Chiesa quando era una».Nella diocesi di Termoli-Larino ci si è già messi in cammino verso l’appuntamento romano. Domenica 1° dicembre, con l’inizio dell’Avvento, monsignor Gianfranco De Luca ha presieduto in cattedrale una celebrazione eucaristica nel corso della quale ha acceso una lampada speciale davanti alle reliquie del santo, a illuminare simbolicamente il percorso di preparazione e di preghiera. L’auspicio è che il pellegrinaggio del corpo di Timoteo possa rilanciare la memoria e la devozione popolare verso un santo così importante nella storia della Chiesa.
  (©L'Osservatore Romano, 5 gennaio 2020)

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