Di rientri e di riflessioni

Creato il 24 luglio 2014 da Nicoletta Frasca @Monticiana

Aver un luogo al quale far ritorno, un punto fermo, è una ricchezza. L’ho imparato da piccola, salutando la mia città dalla prua di una nave in partenza. E’ uno dei ricordi più antichi che ho. Non commuovetevi, è un bel ricordo!
Circostanze vogliono che io abbia due luoghi ai quali far ritorno. Ma in questo particolare periodo della vita se ne è aggiunto un terzo, che poi è la città in cui vivo abitualmente e dalla quale mi sono allontanata per un annetto con il Grande ed il Piccolo Esploratore. Sto parlando di Roma, lo sapete. In questo periodo di vacanze appena trascorso ci è parsa ancora più bella. L’alternanza di pioggia e sole aveva reso l’aria nitida. Le foglie sugli alberi pulite e brillanti. I fiori, un’esplosione di colori. Ne ho approfittato per fare qualche passeggiata a Villa Borghese che ho ritrovato curata e rigogliosa, nonostante la calura del mese di luglio. Sono arrivata fino al laghetto, completamente ripulito e restaurato. Il Piccolo Esplortore ha fatto amicizia con qualche paperella, mentre le tartarughe prendevano il sole aggrappate alle piccole rocce. Vi confesso che le ho guardate con un velo di invidia: fino a due estati fa, lo prendevo io il sole così! Poi, passeggiando per i viali alberati, ho rivisto tutto. Bambini con mamme, nonni o baby sitter con ottime referenze; avvocati dal passo veloce in direzione Flaminio, con la 24ore e la testa china sullo smartphone; ragazzi che preprarano esami, seduti a gambe incrociate sulle panchine più comode. E poi i venditori ambulanti, i Carabinieri a Cavallo, dall’andamento rassicurante, e gli habituè del Globe Theatre, in fila alla biglietteria, qualche turista.
Poi gli alberi si diradano, ancora qualche siepe, i prati ed ecco che si spalanca alla vista la terrazza del Pincio. Generosa e accogliente come una mamma, sembra dirti “Ecco, guarda, sei nel cuore della città, te la mostro, è pronta ad offrirti tutto ciò di cui hai bisogno (e quanto alla Metro, ci stiamo lavorando!)”.
Che poi le persone non se ne ricordano, ma villa Borghese è davvero a forma di cuore!
Il resto del tempo è stato dedicato alle persone. Ai familiari, agli amici… alle chiacchiere in italiano!
Siamo tornati a Burgas con una carica rinnovata! Ne avevamo bisogno.. tutti e tre. Burgas è un bel posto. Qui si vive bene, nonostante le differenze cui ci stiamo abituando e non abituando. Ma la cosa veramente importante da tenere a mente è che la casa non ha necessariamente delle coordinate geografiche fisse. La casa è il luogo dove si forma e si evolve il proprio nucleo familiare, unito. Allora,sarete d’accordo con me, che sia in Italia, che sia qui in Bulgaria o chissà dove, in futuro, la casa saremo noi. Forti di questo, le radici, di conseguenza, saranno sempre più forti!

Nico


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