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Diario africano - 64/E poi dicono che il Lariam...

Creato il 03 aprile 2016 da Mapo
Opit, 2 aprile 2016
E poi dicono che il Lariam non faccia venire le allucinazioni. Potrei tranquillamente giurare di aver appena cantato Hanno ucciso l'uomo ragno a squarciagola davanti all'intero coro cattolico di Opit, Nord Uganda. A braccetto con il direttore del coro, per giunta. Il gruppo, affiatatissimo, consta di una cinquantina di elementi, tutti molto giovani, seduti stretti l'uno all'altro sulle panche di legno sistemate sotto l'immancabile albero di mango, pochi metri a destra della chiesa. Hanno tra le mani il libretto dei testi, ricoperto accuratamente da una carta natalizia dai colori accesi e catarifrangenti. Alcune ragazze sono in piedi e, disposti in fila per due, ballano a ritmo di musica, non sono molto brave. Davanti a tutti ci sono due ragazzini che battono forte sui tamburi e, quando siamo arrivati, il sagrestano è corso dentro a prendere un'arpa tradizionale fatta di legno e pelle di capra che, nel caos generale, sembra non produrre alcun suono. Alle nostre spalle riposa in pace (si fa per dire) il prete che proprio qui, qualche anno fa, morì dissanguato dopo l'incornata di un'antilope che teneva in giardino. Nella casa dell'attuale prelato c'è ancora il cranio della bestia assassina, la stessa che con la gru coronata si divide lo stemma della nazione. Anche al netto della profilassi antimalarica l'Uganda è un posto strano forte.Diario africano - 64/E poi dicono che il Lariam...
Opit è una cittadina 40 Km a sud-est di Gulu, oggi è sabato ed è giorno di mercato. Ci facciamo largo a passo d'uomo con la Jeep tra centinaia di persone riunite a vendere e comprare tutto l'immaginabile, e anche qualcosa di più. In un angolo c'è Michael Jordan che, sega alla mano, lavora su pesanti assi di legno per costruire delle rudimentali doghe da montare sul letto a baldacchino che secca al sole di fianco a lui. Dall'altra parte della strada Messi ha allestito un'esposizione di Jeans di seconda mano da fare invidia all'outlet di Serravalle. In Uganda le magliette dei grandi sportivi, non esattamente originali NIKE, sono molto comuni. I muscoli invece sono autentici.All'altezza dei finestrini della macchina vedo scorrere le facce serie di queste donne Acholi che se ne vanno a spasso con delle anfore di terracotta colorate in equilibrio sulla testa. Vanno sistemate in un angolo della capanna e tengono l'acqua ben più fresca che nella plastica. Per 10000 scellini, l'equivalente di circa 3 euro, Paolo si compra un arco di legno alto un metro e mezzo con tanto di frecce, che ora mi fa compagnia sul sedile posteriore. "In Italia c'è tutto e non si può fare niente, in Africa non c'è niente ma si può fare tutto" - dice sistemandosi l'immancabile berretto prima di riprendere la guida. E poi dicono che il Lariam non faccia venire le allucinazioni.Diario africano - 64/E poi dicono che il Lariam...
A Opit c'è anche uno dei tre Health Center periferici del Lacor Hospital. Qui le lauree non servono e il piccolo ospedale è tirato avanti da poche infermiere, un Clinical Officer, e due ostetriche. Oggi è domenica e non ci sono pazienti se non quelli più gravi, che rimangono ricoverati in una delle stanze piene di letti con la zanzariera. Sharon è - tiene a precisare -una "registered nurse" che ha lavorato diversi anni al Lacor. Gli ultimi mesi li ha passati nel reparto dei bambini malnutriti, per fortuna sempre meno da quando è scoppiata la pace nel Nord del paese. Passerà due anni qui, anche se non sembra entusiasta. Ogni giorno vengono in media 130 pazienti in ambulatorio - racconta mentre ci mostra le stanze per le visite -. Noi infermiere ci occupiamo di raccogliere l'anamnesi e dare i farmaci prescritti, ma se qualcuno ha sintomi preoccupanti viene inviato direttamente al Clinical Officer per una vista approfondita.I più gravi vengono mandati a Gulu in ambulanza. In Maternity una signora sta per partorire, è sdraiata sul fianco in preda alle doglie ma non emette un lamento. In una stanza c'è un grosso frigorifero con le medicine, alimentato a gas. Nella sala d'aspetto un cartello ricorda i danni sulla salute legati all'abuso di stupefacenti. L'animazione con un giovane muscoloso che si ritrova ridotto a uno straccio è patetica, ma il messaggio vale comunque.Diario africano - 64/E poi dicono che il Lariam...
Attraversiamo una zona selvatica, con un paesaggio simile a quello di un parco naturale, i colori sono persino più colori del solito. Si vede che è iniziata la stagione delle piogge: la strada è più rossa, la vegetazione più verde e il cielo azzurro sul serio. Finalmente arriviamo alla meta, uno sparuto gruppo di capanne rotonde con il tetto di paglia separate da uno spiazzo comune. Purtroppo ci sono tanti rifiuti, ma anche tanti bambini che corrono incontro alla macchina e giocano a scappare dal Muzungu. I più piccoli hanno paura sul serio e fuggono urlanti al primo accenno di rincorsa, negli occhietti scuri terrore puro. I genitori ridono a crepapelle mentre le sorelline più grandi giocano a trascinarlo davanti all'uomo bianco che, nell'immaginario collettivo, dovrebbe mangiarli da un momento all'altro.Più che in un villaggio sembra di essere in una specie di latteria: la capretta di famiglia allatta i piccoli, lo stesso fa una grossa scrofa straordinariamente pulita. Sotto l'albero una signora con i seni al vento dà da mangiare ai due nuovi nati: alla tetta destra Opio, alla sinistra Ocen. Rispettivamente "il primo" e "il secondo" dei gemelli. Hanno l'espressione serafica mentre la mamma ride sfoderando una galleria al posto degli incisivi anteriori, come voluto dalla pratica dell'Ebino per la quale rimuovere i denti davanti era la panacea di tutti i mali.Diario africano - 64/E poi dicono che il Lariam...
Siamo in visita a un ex-ospite dell'orfanotrofio di St. Jude, ora tornato in comunità. Siede su una sedia a rotelle con in braccio una radio a pile. Ha l'aria spenta ma poi si ferma a scherzare un po' con Paolo, che è venuto qui a fare un sopralluogo, vuole costruire una casa e se possibile trovare un'occupazione per Morris: è colto, intelligente, ha una buona manualità e non vuole che passi le sue giornate a sentire la radio seduto su una sedia rotelle che procede a fatica nella sabbia. Giriamo un po' in cerca di un posto che venda sabbia per le costruzioni, quando lo troviamo e parcheggiamo la macchina ci troviamo davanti a uno splendido tramonto. Sulla via del ritorno Incrociamo un Van che sfreccia a una velocità poderosa. Da tutti i finestrini spuntano foglie verdi che si stracciano al vento, rumorosamente, a giudicare dalla velocità tenuta dal conducente viene da chiedersi se non sia marjuana. E poi dicono che il Lariam non faccia venire le allucinazioni.

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