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Diario di bordo di un tutore e di un migrante non accompagnato #7

Creato il 16 giugno 2019 da Cristiana

E' complicato fare il tutore di un minore migrante che dopo un lungo viaggio, le botte in Libia, mesi a non fare nulla in centri di prima accoglienza non siamo alla fine riusciti a recuperare.

Non che Y abbia fatto nulla. Semplicemente NON ha aderito ad alcun progetto che la scuola, noi, i servizi sociali, la casa famiglia gli ha proposto.

Ho pensato a lungo se concludere il Diario di un tutore migrante non accompagnato che avevo iniziato mesi fa raccontando che questa storia, almeno per ora, non ha un lieto fine.

E' una storia che i razzisti che infestano l'Europa useranno contro l'accoglienza, ma è una storia che voglio raccontare perché se vogliamo (da sinistra) cambiare verso a questo tempo, questa storia è la storia che va studiata. L'accoglienza è difficile, l'integrazione è difficile.

Se è complicato crescere i propri figli (non farli finire nei guai, non farli drogare, non farli perdere negli anni più delicati), figuriamoci farlo con qualcuno che incontriamo quando ha 16 anni e che viene da un viaggio terribile e da condizioni sociali spesso drammatiche.

E' questo il passaggio che dovremmo capire come comunità: il tema non sono gli sbarchi, il tema è l'impegno che mettiamo per integrare chi arriva, per dargli un'opportunità, per farlo fidare di un paese straniero, di gente che parla una lingua diversa, che ha religione diversa spesso, che ha culture diverse. Manca la fiducia.

Ci si fida dei propri simili, lo facciamo tutti. Ci si fida di quello che si conosce, lo facciamo tutti. Ci si fida delle persone con cui siamo cresciuti, lo facciamo tutti.

Magari questo non è il finale, magari ci vorrà più tempo per portare Y su una strada utile per la sua vita. Ho tentato spesso di dirgli di studiare pensando all'Y di domani. Ma mi sentivo sempre un po' ridicola nel farlo. Ma chi di noi lo ha fatto? Chi di noi ha mai agito a 17 anni pensando alle storie dei padri e dei nonni? Nessuno.

Se mai la sinistra tornasse al governo potrà farlo soltanto guardando in faccia i limiti enormi del processo di integrazione che deve essere più efficiente e più rapido. Non si può tenere un 15enne fermo quasi un anno in un centro di prima accoglienza. E' dal giorno dopo che deve iniziare a studiare lingua, leggi, un mestiere. Solo così gli daremo un'opportunità di fiducia: se noi ci dimostriamo affidabili. Un paese che tiene un 15enne fermo a non fare nulla per un anno è un paese che non funziona, un paese inefficiente e che spreca risorse. La strada non è quella di Minniti e di Salvini. Non sono gli accordi con la Libia, la strada è quella di fare funzionare il paese. Come dicevo ieri ad un'amica commerciante che si lamentava dei negozi stranieri: tu non ti stai lamentando degli stranieri, ti stai lamentando dell'assenza dello stato che vale per tutti. Italiani e stranieri. O ripartiamo da qui o Salvini e i sovranisti avranno sempre le praterie della semplicità: se non riesci a risolvere il problema (e loro manco ci si vogliono mettere), eliminalo. La sinistra deve essere quella del coraggio di affrontare il problema, non avere paura di ammetterlo come fa spesso e trovare soluzioni per risolverlo. In Danimarca la sinistra ha fatto questo: non è passata a destra. Ha semplicemente ammesso il problema (conflitto tra migranti e classi sociali meno abbienti) e ha dichiarato finalmente di volerci mettere mano.

Diario di bordo di un tutore e di un migrante non accompagnato #7

Classe 1976, ingegnere meccanico, da settembre 2017 sono tornata a vivere a Roma dopo un'esperienza in FCA Netherlands (e una ventina di traslochi in giro per l'Italia) come Managing Director, per assumere la carica di Sales Director per Mazda Motor Italia, un marchio automobilistico fuori dagli schemi che crede in cose in cui nessuno crede dal motore rotativo ai motori benzina che funzionano come i diesel e inquineranno meno dei motori elettrici. Da maggio 2015 siedo nel Consiglio di Amministrazione (CDA) di ANAS, cercando di servire il Paese e di dare un piccolo contributo per colmare il gap infrastrutturale italiano. Di notte scrivo libri: Quattro ed.Il Dito e La Luna 2006, Verrai a Trovarmi d'inverno ed. Hacca, 2011, "Ho dormito con te tutta la notte", ed. Hacca 2014. Vedi tutti gli articoli di calicata

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