Magazine Diario personale

Die Hard: it's Christmas time!

Da Stefano Borzumato @sborzu
darospoaprincipeIn quanti vorreste morire sotto le feste di Natale?

Perché invece di lamentarvi ammorbando l'intero globo non pensate ad un sano seppuku?Tanto, ormai, grazie a Marco Coppato che ha vinto la sua battaglia legale sul fine vita, con pronuncia della Consulta favorevole, tutti potete spedire voi stessi al Creatore senza il minimo rimpianto. Fatelo.Se non altro per non rendere vana la morte di Dj Fabo.Ce ne gioveremo noi che restiamo, se non altro.Confondere il Canto di Natale col canto del cigno è degno di chi non ama la vita.Trovo sorprendente la persona che parla di estinzione e poi resta a frantumare i maroni al prossimo lamentandosi di continuo!E trovo sorprendente chi, per affermare la propria fragile identità, ha bisogno di entrare in contrasto con la famiglia d'origine e coi valori tradizionali trasmessi, compiendo azioni spregevoli come gettare fango sul Natale.
darospoaprincipeJohn McClane (un giogionesco Bruce Willis) attraversa gli Usa da est a ovest per riabbracciare la moglie Holly in occasione del Natale, portandole in dono un orsacchiotto gigante, novello Re Magio.

Vieni in California, vedrai che bello, ci divertiremo da matti... - John, imitando la voce di Holly

Per oltre due ore combatte contro un gruppo di crucchi al comando di Hans Gruber (un puntuale Alan Rickman), dentro il grattacielo della Nakatomi in Los Angeles, pur di riabbracciare la sua adorata moglie.
John: È una festa alla grande! Non sapevo che in Giappone si festeggiasse il Natale.Takagi: Noi siamo pragmatici, Pearl Harbor non è servito... e vi battiamo nell'elettronica!

Il mondo, ottenebrato dai media mainstream, apprende che si tratta di un attacco terroristico, da parte di alcuni fuoriusciti della Germania Est: la storia di John e Holly si svolge nel 1988.
Questa sera Los Angeles si è unita in un triste gemellaggio a tutti quei paesi del mondo che hanno come denominatore comune gli attacchi del terrorismo internazionale - Richard, durante un servizio giornalistico
Il muro di Berlino fu abbattuto il 9 novembre del 1989 e la Ue matrigna doveva ancora prender forma.Era un tempo nel quale si credeva ancora che gli Usa fossero i buoni e l'Urss fosse cattiva.Il mondo era manicheo: buoni vs. cattivi. Un mondo semplice.Un mondo nel quale stona che la moglie tenga ancora il nome da signorina, Gennaro, oscurando quello da coniugata, McClane.
Holly: È più semplice se vieni da me. Ho una stanza con due letti gemelli, non è... non è enorme, ma... i bambini sarebbero molto più contenti.John: Dici davvero?Holly: E lo sarei anch'io. [vengono interrotti da due giovani che entrano nel bagno] [...] Ho sentito la tua mancanza...John: Però non hai sentito quella del mio nome! Tranne per la firma sugli assegni. Da quand'è che ti chiami "signorina Gennaro"?Holly: Questa è una società giapponese. E per loro una donna sposata...John: Ma tu sei una donna sposata! Sei sposata con me!
Un mondo ancorato a stabili valori che costituivano punto fermo per le nuove generazioni.La liquidità di Zygmunt Bauman era ancora di là da venire.La famiglia era un valore: forse che non esistevano i momenti di crisi? Certo che sì: ma si superavano. Insieme.E allora possiamo dire che Trappola di cristallo è un film sull'amore, oltre che impegnato su argomenti socio-politici.Ma è anche un film sul Natale, e non solo per l'ambientazione in un party occasionato dalla Vigilia del 24 dicembre.


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