Più tosta è la Bonino che, lungi dall’essere imbarazzata per questa vergognosa vicenda, invita i critici ad un prudente silenzio, rammentando “La sensibilità di chi per passione e attività politica ha fatto della tutela dei diritti umani la ragione di un'intera esistenza”. Bene, brava, bis. Ma magari lontano dalla Farnesina, ormai platealmente schiaffeggiata dagli autocrati kazaki. Quando l’esponente radicale si è permessa di dire che “La sorte dell'ambasciatore Andrian Yelemesov dipenderà dalle garanzie che Astana darà sul rispetto dei diritti e sulla libertà di movimento della signora Alma Shalabayeva e della figlia Alua”, la replica del vicepremier kazako è stata netta: “Quello che ha detto il ministro è il suo punto di vista, vediamo se ci sarà una decisione ufficiale e poi reagiremo”.Curioso peraltro un dato: a esporre il monito dell’Esecutivo di Astana è stato proprio il vicepremier, carica ricoperta a Roma da Bentivoglio Angelino. Viene in mente Camillo Benso Conte di Cavour quando diceva che “Il primo bene di un popolo sta nella sua dignità”. E noi, ultimamente, non navighiamo nell’oro.
Più tosta è la Bonino che, lungi dall’essere imbarazzata per questa vergognosa vicenda, invita i critici ad un prudente silenzio, rammentando “La sensibilità di chi per passione e attività politica ha fatto della tutela dei diritti umani la ragione di un'intera esistenza”. Bene, brava, bis. Ma magari lontano dalla Farnesina, ormai platealmente schiaffeggiata dagli autocrati kazaki. Quando l’esponente radicale si è permessa di dire che “La sorte dell'ambasciatore Andrian Yelemesov dipenderà dalle garanzie che Astana darà sul rispetto dei diritti e sulla libertà di movimento della signora Alma Shalabayeva e della figlia Alua”, la replica del vicepremier kazako è stata netta: “Quello che ha detto il ministro è il suo punto di vista, vediamo se ci sarà una decisione ufficiale e poi reagiremo”.Curioso peraltro un dato: a esporre il monito dell’Esecutivo di Astana è stato proprio il vicepremier, carica ricoperta a Roma da Bentivoglio Angelino. Viene in mente Camillo Benso Conte di Cavour quando diceva che “Il primo bene di un popolo sta nella sua dignità”. E noi, ultimamente, non navighiamo nell’oro.