DISILLUSION – Gloria (Metal Blade, 2006)

Creato il 16 marzo 2015 da Cicciorusso

In 13 anni di militanza nel grembo del metallo mi è capitato più di una volta di trovarmi a pescare in modo del tutto casuale dei dischi che poi ho finito con il portarmi dietro per il resto della vita. Una volta questo avveniva di rado, complice l’assenza di una vera e propria connessione internet in casa che mi costringeva a sfogliare compulsivamente riviste e qualunque cosa parlasse, anche solo di striscio, di metal (attività che comunque mi piaceva parecchio e che un po’ rimpiango). Con l’ingresso dell’ADSL in casa, contemporaneo a quello che fu il periodo d’oro dei blog, iniziò un momento della mia vita dedicato al download selvaggio: quantità immani di dischi affollavano il mio hard disk e, lo ammetto, di tutta la roba che scaricavo ne ascoltavo ben poca. Poi si cresce, ci si calma un attimo e si cerca di ritornare ad una dimensione più “intima” della musica, qualcosa che almeno in parte rispecchi lo spirito delle origini, quando avevo 12 anni e compravo di nascosto i dischi dei Cannibal Corpse ché se la mamma vedeva le copertine sai le mazzate. Spotify da questo punto di vista costituisce un buon compromesso; ascolti musica gratis (o ad un prezzo tutto sommato irrisorio, qualora uno si voglia fare il Premium), in modo legale, e con a disposizione un catalogo sterminato di titoli, non necessariamente recenti.

Gloria, dei tedeschi Disillusion, appartiene proprio a quest’ultima categoria. Premetto che il disco non è minimamente nuovo – certo non è nemmeno un fossile essendo uscito nel 2006 (che sono comunque 9 anni fa, ‘tacci al tempo che passa) – ma ha avuto su di me un impatto talmente forte da farmi rimanere fermo per praticamente un mese, senza controllare le nuove uscite perché fondamentalmente da metà febbraio fino ad ora ho ascoltato solo questo, in loop, tipo mantra. Che avrà mai ‘sto disco per avermi colpito così, direte voi. È semplicemente una delle cose meglio concepite e meglio suonate che mi sia mai capitato di ascoltare. Stilisticamente siamo dalle parti di… Non lo so nemmeno io perché qua dentro c’è un po’ di tutto: death melodico, death e basta, industrial, groove, progressive. E pur contenendo un amalgama di suoni e generi spesso agli antipodi gli uni con gli altri mantiene una coerenza di fondo spaventosa. L’opener The Black Sea è tutt’ora una delle mie preferite del lotto, con quel chorus incalzante e una linea vocale essenziale eppure dannatamente efficace. O ancora Don’t Go Any Further, fondamentalmente una canzone composta da due riff in croce e un testo che non è un testo, ma semplici vaneggiamenti di un tale che vede una tizia passare il ferro da stiro (!) risultando comunque una botta incredibile tra capo e collo. La mia preferita probabilmente rimane però la titletrack, una lunga ed epica cavalcata in cui non manca nulla: cori, trombe, mazzate, c’è veramente tutto. Non mi stancherò mai di ripetere quanto per me sia difficile ascoltare ed interiorizzare un disco metal la cui durata è pari o superiore a un’ora. Questo è un argomento sul quale torno spesso e penso che a breve ci scriverò pure un pezzo, giusto per sapere cosa ne pensate voi; però ogni tanto mi capitano per le mani gioielli come questo che pur durando quasi una maledetta ora te la fanno passare come se fossero cinque minuti, e una volta finito devi premere di nuovo play perché, semplicemente, non ne hai avuto abbastanza. Ed è difficile saziarsi di questo Gloria, le chiavi di lettura sono molte e sia i più cervellotici sia chi ama l’impatto immediato e semplice avranno di che godere. Peccato che, a quel che vedo, i Nostri siano ormai fermi da più di un anno e, nonostante Metal Archives li dia per attivi, vedo improbabili altre pubblicazioni a nome Disillusion. Io mi limito a dire che se ‘sto disco fosse uscito quest’anno avrei già il top album, senza se e senza ma. (Luca Bonetta)



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