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Disoccupazione al 10,9 %, Napolitano:"L’Italia è più sobria”; "più povera Mr. President"

Creato il 01 febbraio 2012 da Massimoconsorti @massimoconsorti

Disoccupazione al 10.9 per cento. I giovani al 31. Il Signor G.:”L’Italia è più sobria”. Più povera, Mr. President, solo più povera.I dati dell’Istat fanno accapponare la pelle. La disoccupazione in Italia è al massimo storico, 10,9 per cento che, tradotto in cifre, significa 1 milione 243 mila maschi e 1 milione di donne. La Germania, prima della classe come sempre, è invece al suo minimo da venti anni, solo il 6,7 per cento. Ma il vero incubo di questo paese, dati ormai per spacciati i cinquantenni come noi costretti ad alloggiare nelle stazioni della Metro per ripararsi dal freddo, è la disoccupazione giovanile giunta alla disumana percentuale del 31 per cento. Il dato dell’Istat si riferisce alla fascia di popolazione che va dai 15 ai 24 anni e comprende una larga fetta di “NéNé”, ragazzi senza scuola né lavoro spesso a carico di disoccupati, cassintegrati, nonni e nonne e qualche zio e zia un po’ più facoltosi dei genitori. Moody’s accusa apertamente il governo Monti di aver strutturato una manovra economica sì ma recessiva e con l’unico scopo di far cassa, mentre il presidente Napolitano, il nostro Signor G., prende atto con soddisfazione che l’Italia è diventata più sobria. Sarebbe facile rispondere “più sobria per forza visto che le rapine in banca sono ancora un reato”, ma non ci va di polemizzare con il Quirinale che è pur sempre la casa degli italiani esclusi i senzatetto e qualche giornalista rompicoglioni. Nonostante tutto sale la fiducia nel governo Monti che passa dal 52 al 57 per cento. Magari gli italiani sperano in cuor loro in una svolta, magari i blitz della Guardia di Finanza e degli 007 dell’Agenzia delle Entrate un po’ di fumo negli occhi l’hanno buttato o magari, preso atto della situazione si sono detti, tanto peggio di così...E hanno deciso che il governo del Professore ci può anche stare. Chi non ci sta invece sono quei contribuenti che preferiscono non contribuire e mandano i loro soldi in Svizzera. Considerata l’alta tecnologia a disposizione per le transazioni finanziarie internazionali, eravamo convinti che alcuni fenomeni come quello dello “spallonaggio”, di moda più di 50 anni fa, fossero scomparsi. Ma i ficcanaso di Stato hanno imparato pure loro l’uso dell’alta tecnologia e quindi, smanettare al computer per inviare qualche milione a Antigua è diventato oggettivamente più difficile. Ecco allora che sono ricomparsi gli “spalloni”, dal nome dato ai contrabbandieri che, con una sporta in spalla, facevano avanti e indietro dalla Svizzera e dalla Francia per portare in Italia cioccolato e tabacco, orologi e medicine, giornali e cassette porno. L’evoluzione della domanda del mercato ha trasformato il cioccolato in droga e, successivamente, gli orologi in denaro contante destinato ai caveau di Berna, Lugano e Zurigo. È ricominciata insomma la grande fuga del cash verso i paradisi fiscali europei, la Svizzera in particolare, ma anche il Lussemburgo e il Liechtenstein per la serie “le tasse non te le pago manco se ci casca in padreterno”. Il problema di questo paese è che o si combatte seriamente l’evasione fiscale o si muore. O si obbligano tutti i cittadini senza distinzione di razza, di sesso e di religione a contribuire secondo le loro possibilità al “bene comune” o non se ne esce: la disoccupazione aumenterà però a fronte di una maggiore sobrietà (coatta). Considerato il casino che c’è, Silvio nutre ancora qualche speranza di essere richiamato a furor di popolo. D’altronde la Corte d’Appello di Milano ha giudicato ammissibile il suo ricorso per la ricusazione dei giudici (che sia una buonuscita?) del processo Mills e quindi, l’ipotesi che possa essere buttato fuori dalla politica dai magistrati diventa non più percorribile. E ci tiene talmente tanto a essere richiamato, che continua a muovere come un provetto scacchista le pedine che in venti anni ha disseminato un po’ dappertutto, Rai compresa. E mentre è partita da più di un mese a tambur battente la campagna pubblicitaria (commissionata per 350mila euro a una agenzia esterna) per il rinnovo del canone, in Rai accadono cose come se Silvio non si fosse mai dimesso. È di ieri la notizia della proroga di Maccari alla direzione del TGUno. Il berlusconiano doc direttore della ex ammiraglia delle news televisive, proprio ieri sarebbe dovuto andare in pensione ma la Lei, così attenta a mandare a casa tutti quelli che in azienda hanno raggiunto l’età, con Maccari ha deciso di tenere una diversa linea di comportamento e lo ha confermato nonostante il parere negativo del presidente Garimberti e le dimissioni da consigliere di Rizzo Nervo. Ancora un velenoso un colpo di coda di Silvio che, continuando di questo passo corre il rischio di somigliare sempre di più a uno scorpione, però in calore.


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