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Disordini a ripetizione e violenze nelle università del Sudafrica

Creato il 26 febbraio 2016 da Marianna06

Mafikeng

Nelle giornate di mercoledì e giovedì a Mafikeng (Mahikeng), città del nord-ovest del Sudafrica, la polizia è dovuta intervenire con gas lacrimogeni contro gli studenti della locale università, che hanno messo a ferro e a fuoco l'edificio per degli accesissimi contrasti con colleghi rappresentanti del Consiglio degli studenti.

Come sappiamo il Sudafrica di oggi ha parecchi problemi di natura economica e il costo degli studi universitari , sopratutto per giovani di modesta estrazione, è elevatissimo.

Inoltre il Sudafrica include nelle sue università studenti neri, studenti bianchi di origine anglosassone e studenti afrikaans, cioè discendenti degli antichi boeri, i coloni olandesi.

Anche le lezioni tenute in afrikaans, cui non vogliono rinunciare quest'ultimi, può essere e lo è motivo di contestazione, che degenera spesso in violenze e devastazioni dell'ambiente.

Infatti  l'università di Mafikeng è completamente inutilizzabile in queste ore e nei suoi locali e in ciò che resta degli arredi.

Stessa cosa, ossia ripetute contestazioni e  disordini, accadono anche in altre sedi universitarie del Paese, anche più prestigiose, e quasi giornalmente.

E i motivi sono pressapoco i medesimi con qualche lieve variante dovuta alla peculiarità del contesto.

Succede insomma a Bloemfontein, a Pretoria e pure a Città del Capo.

Le autorità sono informate(il presidente Zuma per primo) ma la crisi trasversale, che ha investito ultimamente il Sudafrica ( a partire dagli anni del dopo i mondiali di calcio), non è affatto facile da gestire.

E si tratta di un malessere che riguarda un po' tutti.

E qui mi riferisco alla corruzione dei politici e di altre importanti istituzioni come le banche, ad esempio. Di contro manca il lavoro(molte compagnie minerarie licenziano, riducono il personale, lasciano il Paese)  e gli stessi bianchi, un tempo classe privilegiata, oggi rischiano la povertà   o sono loro  addirittura i nuovi poveri del Sudafrica.

                 Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


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