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Disordini nell’Ucraina orientale mentre Mosca invita i fascisti europei in Crimea

Creato il 14 marzo 2014 da Eastjournal @EaSTJournal

Posted 14 marzo 2014 in Ucraina with 1 Comment
di Matteo Zola

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Mentre il Segretario di Stato americano, John Kerry, e il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, si incontrano a Londra per un ultimo decisivo colloquio sulle sorti della Crimea, scoppiano disordini in molte città dell’est dell’Ucraina. A Kharkiv, seconda città dell’Ucraina, il “Movimento russo” invoca l’invasione dell’esercito del Cremlino perché altrimenti “la popolazione russa rischia di essere vittima di un genocidio”. Come racconta Fausto Biloslavo in un reportage pubblicato da Il Giornale, la popolazione scende in piazza al grido di “Putin vieni a salvarci” anche se la compattezza nel chiedere la secessione da Kiev non è la stessa che si è vista in Crimea. “I filo russi presidiano la statua di Lenin sventolando bandiere con la falce e martello, ma pure gli stemmi degli utranazionalisti che vedono Mosca come loro capitale” scrive Biloslavo, mettendo a fuoco la contraddizione di questi movimenti che, al di là delle falci e martello, esprimono un nazionalismo non diverso da quello che imputano alla Maidan di Kiev.

Da oltre frontiera, racconta Biloslavo, ogni giorno arrivano in autobus i picchiatori e gli agitatori come i membri di Oplot, (Baluardo), “un’organizzazione che prende il nome da un carro armato. Qualche centinaio di palestrati, esperti di arti marziali, che secondo il loro capo Evgeny Zhilin, ricercato dalla procura ucraina e riparato in Russia, si preparano ad una possibile guerra”. Non mancano gli estremisti di Pravy Sektor (l’ala destra) che a Kiev sono stati cruciali nelle battaglie di piazza. Gli ingredienti per un cocktail esplosivo ci sono tutti e Mosca aspetta solo l’occasione buona per invadere.

A Donetsk, caposaldo di Yanukovich, si sono registrati violenti scontri tra militanti filo-russi e filo-ucraini. Il risultato è stato di due morti e un aggravamento delle tensioni. Anche qui la miccia è accesa.

A Vienna è stato arrestato Dmytro Firtash, uno dei più potenti oligarchi ucraini, finanziatore del deposto presidente Viktor Yanukovich. A capo di un gruppo che controllava televisioni, istituti bancari e compagnie energetiche, era uno di quei “pezzi da novanta” su cui si fondava il potere di Yanukovich. Il suo arresto segna l’inizio dello scontro tra Mosca e Bruxelles: l’Unione Europea non ha un esercito, è vero, ma prima che i cannoni cantino può assestare qualche colpo doloroso agli interessi economici russi. L’arresto di Firtash è stato interpretato, in Russia e in Europa, come un avvertimento. La temperatura dello scontro sale anche così. Nel dubbio la Russia ha ripreso le esercitazioni militari lungo il confine ucraino.

In Crimea il prossimo 16 marzo andrà in scena il referendum per l’annessione alla Federazione Russa. Un referendum di cui nessuno potrà provare la validità mancando osservatori internazionali. Quelli dell’OSCE sono stati rimandati indietro a colpi di fucile (sparati in aria, s’intende) ma Mosca si è detta disposta a fare entrare degli osservatori nella penisola. Chi? I rappresentanti dei partiti neofascisti e neonazisti europei.

Ma non era quella di Mosca una guerra contro i fascisti di Kiev? Però i fascisti europei vanno bene. Non deve sorprendere: Russia Unita, il partito di governo in Russia, ha stretto negli ultimi anni importanti legami con il Front National francese, con l’FPÖ austriaco (quello che fu di Haider, per intenderci) e si è avvicinata a Jobbik e persino alla Lega Nord. Durante una seduta al Parlamento europeo Marine Le Pen ha reso pubblico l’invito di Mosca dichiarando di non avere ancora deciso se accettarlo o meno. Il segretario del FPO austriaco ha già declinato l’invito. Restano in dubbio il PVV olandese di Geert Wilders e il Vlaams Belang in Belgio. Qualunque cosa decidano, questo “invito” mette a nudo le retoriche del Cremlino: quella di Mosca non è una battaglia contro il fascismo. 

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Foto: REUTERS/Anton Golubev (2011 – manifestazione dei nazionalisti russi)

Tags: Crimea, Dmytro Firtash, Donetsk, Fausto Biloslavo, Karchiv, minoranza russa, neonazismo, neonazismo russo, Oplot, Russia, Ucraina, zola matteo Categories: Ucraina


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