Dolcetti all'uvetta e pinoli

Da Pamirilla

  

Alice guarda le nuvole che si muovono, cambiano forma. Le guarda e non esplodono. Allora capisce che è ora di andare.
Alice sale in macchina, guarda la strada che corre, gli alberi che corrono, le altre macchine che corrono e poi si accorge che i colori cambiano e la città se ne va via, corre in senso contrario al suo. Nessuno esplode e poi , superato l’ultimo dosso si apre un orizzonte nuovo. Alice lo conosce ma ogni volta è inatteso, Alice sa che è li, che l’aspetta , ma ogni volta è una sorpresa trovarselo davanti. Come lo scenario di un teatro immenso, come cadere in un mondo diverso, come essere dall’altra parte della luna. E finalmente manca poco e poi la macchina si ferma.
Alice vede sulla spiaggia alcune barche con la pancia all’aria; vorrebbe, forse, vederle esplodere ma poi si distrae, avverte il profumo del lago e ora vuole solo correre nell’acqua e affogare le bombe.
Il lago è azzurro, come fosse uno zaffiro morbido e liquido. L’acqua è velluto, è fresca e limpida. Accoglie Alice con un abbraccio dolce di mamma. Il lago carezza il viso di Alice, le posa un bacio lieve sulla fronte accaldata e la culla, le dice che tutto va bene e Alice molla le bombe e le lascia cadere sul fondo.


Ogni volta che vado prendo il caffè al bar del pontile, quello fiorito, seduto sull’acqua del lago. Prendo un caffè e due dolcetti all’uvetta. Non so chi li fa ma sono buonissimi e si sente che sono fatti “a mano”.
Li amo: sanno di sole, sanno d’estate e poi sanno……sanno di libertà.


Mi incanto alle vele bianche che corrono nel vento allegro del primo pomeriggio; prima dieci poi venti poi trenta.

Alice seduta sulla spiaggia guarda le vele che volano sull’acqua e pensa che potrebbero alzarsi come un aquilone, portarla via. Potrebbero trasformarsi in un grosso gabbiano con il quale andarsene e arrivare in un paese nuovo. Forse laggiù si sentirebbe sola. Forse laggiù si sentirebbe meno arrabbiata.

Prendo un dolcetto e lo assaggio mollica per mollica. Cerco sulla lingua le informazioni che mi servono, scompongo, elaboro, ricompongo e sorrido. Il lago luccica e mi sorride. Lui lo sa che non sono più triste da quando mi ha baciata e ora io vengo spesso a trovarlo. Mi siedo sul pontile, prendo il mio caffè e gli racconto una storia. E poi torno a casa sempre un po’ più leggera.


450g. di farina
200g di burro

2 uova intere e 2 tuorli
180g di zucchero
1 cucchiaino di lievito
scorza di limone grattugiata
150g. uvetta
200g. di pinoli
Un pizzico di sale
Rum q.b.
Dosi per circa 50 dolcetti

Resto assorta nel tremolio delle schegge di sole sullo specchio increspato dell’acqua blu: zaffiro e schegge di diamante.

Alice sente la polvere pizzicarle tra le dita dei piedi e qualcuno che grida il suo nome. Raccoglie le sue cose e si guarda intorno per vedere dove ha lasciato le bombe. Dove ha dimenticato le bombe?
Parlano tutti a voce troppo alta, Alice vorrebbe che almeno qualcuno di loro esplodesse.
E si muovono tutti dalla parte sbagliata, Alice non capisce perché lo facciano e prova fastidio.
Sono tutti troppo alti.

Monto le uova con lo zucchero, il sale e aggiungo il burro morbido. Poi la scorza di limone, l’uvetta ammorbidita nel rum e i pinoli ed infine aggiungo a poco a poco la farina con il lievito. L’impasto deve risultare malleabile ma fermo.
Faccio dei ciuffi con il cucchiaio e metto in frigo per una mezz’ora. Poi inforno a 180C° per circa 20/30 minuti, finché i dolcetti non sono dorati. Alla fine spolvero con abbondante zucchero a velo.


Questa volta, seduta al mio solito tavolino, prendo solo il caffè e racconto al lago quello che ho fatto. Gongolo contenta, sono riuscita al primo tentativo!! Brava, dice lui, e lancia tre vele verso l’orizzonte per farmi capire che è contento.


Alice, oggi, non è venuta; è rimasta a casa con le bambole e un po’ troppa solitudine. Ma ha una bella scorta di bombe nascosta sotto il letto, pronte da lanciare appena sentirà che è il momento giusto.
Le darebbe via tutte, però, in cambio di un dolcetto.
Alice si sente troppo piccola, si aiuta con le bombe.
Ma domani compie cinque anni, da domani sarà un pochino più grande e si consola un poco pensando al futuro. 
  


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