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Donald Trump continua a vincere e Bernie Sanders conquista anche il Michigan

Creato il 10 marzo 2016 da Pfg1971

Donald Trump continua a vincere e Bernie Sanders conquista anche il Michigan

Sabato scorso si sono tenute nuove elezioni primarie sia in campo repubblicano, sia in campo democratico. 

Donald Trump ha vinto in Mississippi, Michigan e Isole Hawai, tallonato da vicino dal senatore del Texas Ted Cruz, mentre il senatore Bernie Sanders ha conquistato una importante vittoria in Michigan.

A meno che i prossimi appuntamenti in Florida e Ohio del 15 marzo non determinino una netta vittoria di Trump o di Hillary Clinton, la gara, sia a destra che a sinistra, rischia di estendersi almeno fino a giugno, a ridosso delle convention dei due partiti. 

Da una parte Trump appare molto forte ed in grado di diffondere il suo messaggio populista in ambiti molto ampi.

Ad esempio, le numerose vittorie in stati del sud, evidenziano come la sua figura e il suo programma anti immigrati sia in grado di permettergli di fare il pieno dei voti dei maschi bianchi.

Non solo, anche il suo continuo appello contro l’ulteriore impoverimento della classe media e medio bassa, è in grado di fargli ottenere ampi consensi in strati della popolazione americana che, di solito, non vota per il partito repubblicano.

Ne è un classico esempio la vittoria in Michigan, uno stato produttivo, la cui economia è uscita completamente prostrata dalla crisi del 2008, con la chiusura di moltissimi fabbriche e il licenziamento di molti operai.

Lo stato di Detroit è un esempio significativo anche per quanto riguarda la candidatura democratica di Bernie Sanders.

Il senatore del Vermont è riuscito a battere la Clinton proprio in Michigan, laddove la ex first lady, fino a qualche settimana fa, disponeva di un vantaggio in doppia cifra.

Il distacco tra i due è di appena tre punti percentuali, ma sono indicativi della capacità di Sanders di catturare il voto di elettori colpiti dalla crisi economica, al pari di Trump, ma anche dalla fuga di posti di lavoro in Messico causati dal Nafta, l’accordo di libero scambio firmato nel 1993 da Bill Clinton.

Gli appelli di Sanders contro il TPP, l’accordo di libero scambio tra le nazioni del Pacifico, voluto da Barack Obama, hanno lasciato il segno.

Anche la Clinton, di recente, si è espressa contro tale trattato, ma il suo precedente appoggio, da segretario di Stato e il ricordo delle azioni di suo marito ha convinto gli elettori del Michigan che Hillary non è la persona giusta per rappresentare alla Casa Bianca i loro interessi.

Un copione a favore di Sanders che rischia di ripetersi anche nelle prossime primarie in Ohio, Missouri e Illinois, altri stati colpiti con durezza dalla delocalizzazione di posti di lavoro favorita da accordi come il Nafta.

Di conseguenza, i prossimi appuntamenti delle primarie democratiche potrebbero consolidare la netta differenziazione tra Clinton e Sanders, con la ex first lady in grado di catturare il voto delle minoranze nere, e il senatore del Vermont con il consenso dei white blue collar, i maschi lavoratori bianchi, secondo una spartizione delle vittorie nei diversi stati che assomiglia sempre più alla Mason-Dixon line, la divisione tra stati schiavisti del sud e stati abolizionisti al nord.                                       

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