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Doppia Recensione: L'amica geniale (volume III e IV)

Creato il 20 settembre 2018 da Chaneltp @CryCalva
Buon pomeriggio carissimi lettori ^^ Sto leggendo più a settembre che nell'ultimo anno >.<  A voi capita mai di avere periodi così intensi alternati a mesi di assoluto blocco?
Oggi vi parlo degli ultimi due volumi della saga di Elena Ferrante (vi lascio la recensione dei primi due qui).
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Doppia Recensione: L'amica geniale (volume III e IV)
Diventammo l'una per l'altra frammenti di voce, senza mai nessuna verifica dello sguardo
Un cerchio che si chiude. Anelli che si incastrano alla perfezione, una catena che fa dei giri immensi per poi ritornare al punto di partenza. L'inizio che si ricongiunge con la fine. I personaggi completano la loro evoluzione, cambiano, si inaspriscono o si acquietano, maturano, trovano un finale alla loro storia. Tutto è compiuto. E il cerchio si chiude con una nota di malinconia, inaspettata, dolciastra e sentimentale. Inaspettata, forse ci aspettavamo un altro finale, più completo e esplicativo, ma va bene così. Un leggero alone di mistero che permane ma che lascia evidente e chiara la profonda amicizia che lega le nostre due protagoniste. Seppure qualcuno potrebbe non definirla tale. 
Negli ultimi due volumi, assistiamo alla fase maturativa vera e propria, dalla vita adulta sino alla vecchiaia, non solo di Elena e Lila, ma di tutti gli altri personaggi. Nessuno infatti viene emarginato, lasciato indietro, dimenticato, ma tutti arrivano a un vicolo cieco, vengono posti di fronte all'esito delle loro azioni e della loro esistenza. La vita adulta dovrebbe essere meno problematica e più facile dell'infanzia e della adolescenza? Sembra proprio di no. Assistiamo infatti a una concatenazione di eventi importanti e significativi che stravolgeranno le vite delle nostre protagoniste. 
La maturità consisteva nell'accettare la piega che aveva preso l'esistenza senza agitarsi troppo, tracciare un solco tra prassi quotidiana e acquisizioni teoriche, imparare a vedersi, a conoscersi in attesa di grandi cambiamenti.
Se nei primi due libri Elena mi era apparsa l'emblema del raziocinio calcolato e attento, qui invece si capisce bene come anche lei venga trascinata dal flusso imprevedibile della vita. Le sue azioni e i suoi pensieri potrebbero essere discutibili (perché abbandonare tutto quello che ha conquistato con fatica? Per un abbaglio? Una illusione?) ma è proprio in questo suo catapultarsi a capofitto nella vita, seguendo sentimenti, emozioni, pensieri, speranze, che ci appare più umana, capace di avere e costruire anche lei una propria identità. Assistiamo con Elena alla creazione di una famiglia, l'amore per Pietro, le difficoltà, le incombenze che si mischiano alla quotidianità, il peso e la gioia della maternità, l'insicurezza di essere al posto giusto e di rischiare. Ma assistiamo anche alla creazione di una sua più marcata identità, di un suo percorso intellettuale e lavorativo. Eppure, ancora fino alle ultime pagine, un sentimento poco identificabile e chiaro, la lega alla sua amica di sempre. Paura di non essere in fondo migliore di Lila, di essere troppo legata e influenzata dalla stessa, di essere rimasta sempre dentro quel rione fatto di vicoli, dicerie e arretratezza nonostante la sua lontananza fisica per diversi anni. Eppure è proprio grazie a lei che spesso ritrova anche il suo io più vero, la spinta a fare sempre meglio. Dunque si tratta di un rapporto di subalternità, di devozione quasi religiosa, di invidia per l'intelligenza così naturale e mai ricercata di Lila? O forse è soltanto un mettersi in parallelo, guardarsi dentro lo specchio e rivedere tratti dell'amica che tanto l'ha spronata e aiutata anche se inconsapevolmente? Forse l'uno e l'altro. Un rapporto assolutamente emblematico e difficile da decifrare appieno.  
Lila invece continua a essere la mia preferita. Caparbia e capace, sempre pronta a mettersi in gioco, a sfidare i giochi di potere del rione, a riprendersi tutto e tutti secondo una logica a volte troppo arguta e rapace. Non si sottomette, non cede, non si arrende. In questi due libri assistiamo ad una sua rinascita. Dalla fabbrica di Soccavo (in cui lavorava in condizioni pietose) alla subalternità nei confronti dei Solara per poi approdare alla creazione di una azienda tutta sua. Eppure rimane la più vera, capace di esprimere la parte più profonda di noi stessi, di vedere e mostrarci la realtà cosi come è, senza ordine nè forma, senza margini ben delineati. Tutto è caos, persino i suoi pensieri, la sua mente. Sempre un mare in tempesta. Rimane un personaggio enigmatico, incapace da comprendere in tutte le sue sfaccettature, impossibile tracciarne un ritratto chiaro e esemplificativo. E forse proprio per questo rimane il personaggio più riuscito. 
"Non dimenticarti mai che siamo esseri molto affollati,zeppi di fisica, astrofisica, biologia, religione, anima, borghesia, proletariato, , capitale, lavoro, profitto, politica, tantissime frasi armoniche, tantissime disarmoniche, il caos dentro e il caos fuori. Per cui calmati, esclamò ridendo Lina"
Sullo sfondo, danzano tutti gli altri personaggi fino al loro ultimo ballo, mostrandoci l'evoluzione del rione, di Napoli, forse del mondo intero. Una parte sicuramente importante del romanzo, fondamentale. La politica, la rivoluzione, i sindacati, le lotte interne, locali e a più ampio raggio, i cambiamenti dell'Italia nella seconda metà del '900 sono lo sfondo e contemporaneamente protagonisti dei romanzi senza mai eccedere, lasciando il piedistallo sempre alle due protagoniste adesso vicine e così simili, adesso distanti e incapaci di comunicare. 
Un romanzo corale, un'epopea, una saga che avvince e strega, con una scrittura che abbaglia anche nei momenti più lenti. 
Si potrebbero scrivere pagine e pagine, riflettere su mille aspetti ma ho preferito lasciare a caldo solo la summa delle sensazioni che ho avuto. Quando finiamo di leggere un romanzo, e ancor di più una saga, è inevitabile chiedersi: ne è valsa la pena? La risposta è assolutamente si. Lasciatevi trasportare da questa storia, inabissatevi con le protagoniste, entrate nei meandri della loro mente, mescolatevi, confondetevi con loro. Alla fine vi sentirete parte della storia, non spettatori esterni, e rimarrete storditi quando girerete l'ultima pagina. 
Doppia Recensione: L'amica geniale (volume III e IV)
Voi li avete letti?  Avete intenzione di farlo?


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