Magazine Cultura

Dreaming Madmen- “Ashes of a Diary”: doppia versione, italiana e inglese

Creato il 25 novembre 2019 da Athos Enrile @AthosEnrile1

Dreaming Madmen- “Ashes of a Diary”: doppia versione, italiana e inglese

Nel mese di settembre è stato rilasciato un album interessante, frutto del lavoro di due giovani fratelli da molti anni impegnati in ambito musicale, ma che solo in questo 2019 hanno trovato la sintesi delle loro idee, condensata nell'album "Ashes of a Diary ": loro sono i Dreaming Madmen e hanno nelle vene sangue americano e libanese, cosa che sottolineo solo per il piacere derivante dal fatto che la musica progressiva è un genere che riguarda sempre più le nuove leve, e può toccare anche regioni del mondo note per altre tipologia musicali. Austin è in Texas, uno stato noto per passaggi musicali più tradizionali, come quelli di Buddy Holly, Roy Orbison, Janis Joplin o gli ZZ Top. Ma esistono anche i Dreaming Madmen!

Mathew e Christopher realizzano un gioiellino che riporta in via naturale alle loro passioni e alla fede musicale, un pensiero che sviscerano nell'intervista a seguire.

Ciò che propongono è un concept album che si basa sul confronto delle esperienze personali con quelle del protagonista della loro storia, un uomo antico che, riscoprendo un suo vecchio diario, rivive una vita passata fatta di sentimenti e situazioni contrastanti, un vissuto condito da pillole di immaginazione, tema ripreso dall'immagine di copertina che si rifà al tema un po' malinconico del disco.

Dal punto di vista strettamente musicale i Dreaming Madmen cercano di usare il loro DNA indelebile, fatto di profumo floydiano che si espande sino alla ricerca di una dimensione personale che, attraverso la spinta della tecnologia, realizza un sistema orchestrale che potrebbe rappresentare una perfetta sonorizzazione cinematografica, e che appare il leitmotiv dell'intero progetto.

Treantasette minuti suddivisi su sette tracce, un disco che coinvolge in modo naturale, che trova punti di eccellenza nella lunga " Behind My Wall" - condensato del loro prog moderno e contaminato - e nella title track, pezzo sognante e tendente al rock più tradizionale.

Un esordio confortante, un disco di qualità che non necessita di lunga frequentazione per colpire nel segno, un disco che mi appare anche sufficientemente trasversale e adatto ad ogni palato.

Dreaming Madmen- “Ashes of a Diary”: doppia versione, italiana e inglese

Chi sono i Dreaming Madmen? Come vi siete formati e come siete arrivati al primo album?

: anche se il lancio del nostro progetto è avvenuto molto tempo fa, abbiamo impiegato anni per scrivere, registrare e produrre in modo soddisfacente, prendendoci tutto il tempo necessario prima di pubblicare un album di tale grandezza e ambizione.

Christopher: i Pink Floyd mi hanno dato, nel complesso, un'enorme ispirazione, ma sono stato influenzato anche da molti musicisti singoli che mi hanno aiutato a formare il mio stile e il mio modo di cantare. I più importanti sono Paul McCartney, Geddy Lee, John Paul Jones, Marvin Gaye, Richard Wright, Tony Banks, Colin Greenwood, Bob Dylan e Roger Waters.

: I testi dell'album ruotano attorno al tema narrativo concettuale, che racconta la storia di un uomo anziano che scopre un suo vecchio diario, pieno di scritti che descrivono una vita fatta di dolore, ossessione, amore, odio e rimpianto. Naturalmente, nel corso del tempo, la maggior parte dei testi sono stati influenzati da esperienze personali che hanno reso davvero divertente creare un alter ego che era per lo più basato su me stesso e la mia vita, lasciando comunque spazio all'immaginazione. Un po' come l'alter ego "Pink" di Roger Water in "The Wall" dei Pink Floyd.

Mathew Aboujaoude: chitarre, voce, tastiere, synths & programmatore

Christopher Aboujaoude: basso, voce, tastiere nelle tracce 2 e 7

Ian Geyer: batteria e percussioni

Rohan Sharma: synth nelle trace 2 e 5

Caelin Tralongo: voce in "Your Possessor"


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Magazines