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Dreikönigskonzert – Stuttgarter Kammerorchester e Thomas Zehetmair

Creato il 07 gennaio 2020 da Gianguido Mussomeli @mozart200657
Dreikönigskonzert – Stuttgarter Kammerorchester e Thomas ZehetmairFoto ©Mozart2006

Il Dreikönigskonzert è il secondo appuntamento che segna l’ inizio della vita musicale nel nuovo anno qui a Stuttgart e in tutte le città di una certa importanza, la sera dell’ Epifania che in tedesco si chiama appunto Heilige Drei Könige, ossia la festa dei Tre Re Santi. Da sempre il Dreikönigskonzert a Stuttgart è affidato alla Stuttgarter Kammerorchester e costituisce un appuntamento immancabile e seguitissimo dal pubblico di questa zona. Anche quest’ anno infatti la serata alla Liederhalle, organizzata dalla Kulturgemeinschaft Stuttgart, ha fatto registrare il tutto esaurito con diverse settimane di anticipo, sicuramente anche grazie alla presenza di Thomas Zehetmair che in questa occasione dirigeva per la prima volta il concerto nella sua nuova veste di Chefdirigent del complesso. La serata prevedeva come sempre un saluto introduttivo dell’ Intendant Markus Korselt e dei musicisti dell’ orchestra che hanno fatto gli auguri di buon anno al pubblico in sedici lingue, tante quante sono le nazionalità rappresentate all’ interno del complesso, che in questo senso rappresenta molto bene l’ anima di una città multiculturale e integrata come Stuttgart.

La Stuttgarter Kammerorchester festeggia nel 2020 i suoi 75 anni di vita, essendo nata subito dopo la guerra per iniziativa di Karl Münchinger che nei suoni anni di formazione aveva maturato gradualmente l’ idea di fondare un suo complesso stabile per poter eseguire il repertorio barocco e preclassico. Nel 1945, dopo essere rientrato a Stuttgart come prigioniero di guerra e successivamente rilasciato dalle autorità d’ occupazione, Münchinger riunì alcuni dei migliori musicisti disponibili sulla piazza per fondare la Stuttgarter Kammerorchester. Il gruppo tenne il suo primo concerto il 18 settembre di quello stesso anno nella Furtbachhaus, unica sala al momento disponibile in una città semidistrutta dai bombardamenti alleati. Tenendo conto delle difficili condizioni di vita in una simile situazione, Münchinger nei primi tempi si adoperò attivamente per assicurare ai suoi strumentisti uno stipendio fisso e un inquadramento istituzionale, che portò all’ istituzione di un ciclo annuale di concerti in abbonamento. Nel 1949 la Stuttgarter Kammerorchester tenne una serie di concerti in Francia, primo complesso strumentale tedesco ad esibirsi all’ estero dopo la fine della guerra. Negli anni successivi l’ orchestra iniziò una serie di viaggi che la portarono ad esibirsi in tutta Europa, negli USA e in Giappone assumendo un ruolo di vero e proprio ambasciatore culturale della nuova Repubblica Federale di Germania. Nello stesso anno la Stuttgarter Kammerorchester eseguí la sua prima registrazione discografica, alla quale fecero seguito più di cento album pubblicati dalla DECCA che ottennero un grandissimo successo di critica e di pubblico, con record assoluti di vendite. Moltissimi melomani della mia generazione si sono avvicinati alle musiche di Bach, Händel e Mozart attraverso i dischi di Münchinger, che fu il primo ad applicare a questo repertorio criteri esecutivi desunti dallo studio delle fonti originali e basati sulla trasparenza strumentale di un organico ridotto nelle proporzioni e su un fraseggio depurato dalle deformazioni di stampo romanticheggiante. Anche dopo l’ era di Münchinger, che lasciò la direzione del gruppo nel 1987 e morì tre anni dopo, la Stuttgarter Kammerorchester ha mantenuto il suo ruolo di vera e propria rappresentanza della cultura di Stuttgart nel mondo, continuando a sviluppare progetti discografici e tournées internazionali che, insieme alla costante affluenza di pubblico per i concerti in abbonamento a Stuttgart, confermano il successo di una formula progettuale tra le più interessanti del panorama musicale tedesco.

Dreikönigskonzert – Stuttgarter Kammerorchester e Thomas Zehetmair
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Per il suo primo Dreikönigskonzert da protagonista, Thomas Zehetmair ha scelro un programma dedicato a musiche di Beethoven, per dare inizio anche alle celebrazioni del duecentocinquantesimo anniversario della nascita del compositore di Bonn. Il cinquantasettenne musicista salisburghese, che da diversi anni affianca alla sua attività di violinista tra i più quotati della nostra epoca un intenso impegno nel campo della direzione orchestrale con regolari collaborazioni sul podio di complessi rinomati come la St. Paul Chamber Orchestra e soprattutto la Royal Northern Sinfonia della quale è stato Music Director dal 2002 al 2014, ha eseguito nella prima parte il Concerto in re minore op. 61 per violino e orchestra nel duplice ruolo di solista e direttore. Avevo già ascoltato Zehetmair eseguire il Concerto di Beethoven insieme alla SWR Symphonieorchester diretta da Philippe Herreweghe e conosco molto bene la sua famosa incisione del brano registrata insieme a Frans Brüggen, le cui caratteristiche corrispondono in gran parte a quanto ascoltato in questa occasione. Zehetmair ha un suono timbricamente pregevolissimo e si fa apprezzare soprattutto per la sua splendida capacità di gestire la dinamica, con pianissimi aerei e quasi impalpabili ma assolutamente perfetti nella proiezione ed espansione del suono in sala. Come fa sempre nelle sue esecuzioni, anche questa volta Zehetmair alla fine del primo tempo ha voluto eseguire la cadenza con timpano obbligato composta da Beethoven per la rielaborazione pianistica del Concerto e rielaborata per il violino nel 1958 dal grande virtuoso Wolfgang Schneiderhan, che tra le altre cose fu anche il marito del celebre soprano Irmgard Seefried. Tutto indubbiamente molto bello, ivi comprese anche le ulteriori due cadenze inserite da Zehetmair nel terzo movimento, anche se a me questa idea di un Beethoven visto esclusivamente dal lato settecentesco sembra a tratti leggermente riduttiva nella resa sonora. Eccellente, senza discussioni, era invece il fuori programma eseguito da Zehetmair, che era il primo tempo della Sonata per violino solo di Bernd Alois Zimmermann.

La seconda parte iniziava con Aroura, brano per dodici archi composto nel 1971 da Iannis Xenakis ed eseguito per la prima volta il 24 agosto dello stesso anno al Lucerne Festival, dai Lucerne Festival Strings sotto la direzione di Rudolf Baumgartner. Si tratta di uno fra i brani più conosciuti nella produzione del compositore franco-greco, assai spettacolare per l’ uso insistito di glissandi, clusters e altri effetti largamente praticati dai musicisti dell’ avanguardia francese come furono, oltre a Xenakis, anche Pierre Boulez e Olivier Messiaen. La Stuttgarter Kammerorchester ha una notevole dimestichezza con il repertorio contemporaneo, maturata soprattutto sotto la guida di Dennis Russel Davies, e l’ esecuzione era assolutamente impeccabile per slancio e carica virtuosistica. A conclusione del programma Zehetmair, che tecnicamente è senza dubbio un direttore affidabilissimo, ha guidato una pregevole esecuzione della Seconda Sinfonia di Beethoven. Qui la Stuttgarter Kammerorchester sotto la guida del suo nuovo Chefdirigent ha messo in mostra tutte le sue migliori qualità. Il suono è morbido, compatto e ricco di armonici, con archi dal timbro fluido e pieno e fiati di buona intonazione e luminosità timbrica. La personalità sonora è senza dubbio quella di un’ orchestra di rango, che risponde in maniera eccellente alle sollecitazioni della bacchetta. L’ interpretazione del musicista austriaco, impostata su tempi generalmente abbastanza mossi e dinamiche rese in maniera molto accurata, si faceva apprezzare per un fraseggio orchestrale ricco di sottolineature interessanti soprattutto nel celebre Larghetto, reso con un fraseggio di bel respiro cantabile. Molto buona anche l’ esecuzione degli altri tre movimenti, resi in maniera ritmicamente incisiva e con un ottimo equilibrio nella resa delle strutture. Dopo la festosa irruenza del movimento finale il pubblico della Liederhalle ha applaudito a lungo Zehetmair e l’ orchestra. Un successo pienamente meritato per un concerto davvero musicalmente molto pregevole.


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