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Dubai: Capodanno tra fuochi d'artificio e feste sull'acqua

Da Giuseppe Capone

Dubai: Capodanno tra fuochi d'artificio e feste sull'acqua

Burj Khalifa


Uno dei più grandi spettacoli pirotecnici del mondo, quasi mezz'ora di girandole, striscioni, ventagli di stelle sparati da centinaia di postazioni saluta il nuovo anno dal Burj Khalifa, l'edificio Guinness dei primati con i sui 828 metri di altezza. Spostandosi poi, con effetto domino verso la costa, per il gran finale, al The Beach by Meras, di fronte al Jumeirah Beach Residence. 

Dubai: Capodanno tra fuochi d'artificio e feste sull'acqua

Nikki Beach

Lampi colorati illuminano la faraonica Opera House, appena inaugurata, che ricorda il dhow, la tradizionale imbarcazione del Golfo Persico. Chi non ama le folle oceaniche può godersi la festa sotto le stelle e la pioggia dei fuochi nei party sulla spiaggia di Nasimi, un lungo nastro di sabbia e locali dove divertirsi tra giovani di tutto il mondo, ascoltando buona musica e di fama internazionale. Molti scelgono Nikki Beach, new entry che promette una festa da Le mille e una notte tra artisti di grido, danze scatenate, grande bouffe di crostacei.

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Mall of the Emirates

Questo periodo è anche il momento migliore per godersi la città, capitale di uno dei sette Emirati Arabi Uniti, come ben sa il milione e mezzo di persone che approdano qui, concedendosi anche un bagno nelle acque limpide. Le temperature sono gradevoli, più di 20° C, mentre in agosto sono proibitive, attorno ai 50° C. Quest'anno, poi, si apre in anticipo, il 26 dicembre, il Dubai Shopping Festival (chiude il 28 gennaio), offrendo un mese di offerte imperdibili in un centinaio di mall. Un omaggio a Do buy, "compra", il motto della città. Il più famoso è il Mall of the Emirates, dove ci si può anche cimentare con cinque piste da sci, snowpark, a due gradi sotto zero, rifocillandosi nelle baite. Altri indirizzi per lo shopping? Comptoir 102 (www.comptoir102.com), concept store che ha il tocco delle due proprietarie francesi: design di interni, accessori moda, oggetti orientaleggianti rivisitati. 

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Burj Al Arab

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Al Mahara

Si può anche ordinare un light lunch a base di piatti crudi, vegani, e succhi di verdure. Da annotare anche Majlis Gallery, in un'affascinante dimora fondata negli ani Settanta da un'americana. Espongono qui i migliori artisti del Medio Oriente, alcun già lanciati da Christie's e Saatchi Gallery: quadri, ceramiche, vetri (www.themajlisgallery.com).Dubai, ponte tra Islam e Occidente, melting pot (gli stranieri sono l'80 per cento) che si almeno 20 milioni di visitatori per l'Expo nel 2020, non è solo un tempio del lusso e degli eccessi, dei grattacieli come l'iconico Burj Al Arab (La Vela), decorato con 1790 metri quadrati di foglie d'oro a 24 carati, della flotta di polizia che ha in dotazione Ferrari e Lamborghini. Ma anche dell'arcipelago a forma di palma e di quello che richiama le terre emerse del mondo (The World), di ristoranti come Al Mahara, nel Burj Al Arab Jumeirah Hotel, che regala l'emozione di cenare circondati da centinaia di peschi che nuotano nelle vasche cielo-terra intorno ai tavoli.

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Dubai Design District

La città-stato in cui a ogni archistar è stata lasciata la massima libertà di osare, è anche un paesaggio onirico, in bilico tra il capolavoro fantascientifico e la caduta di stile. Dove si passeggia o si fa jogging sulla cornice di Jumeirah, inaugurata l'anno scorso, il lungomare di 14 chilometri, tra la spiaggia e i ristoranti alla moda.

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Ras Al Khor

Mentre nei magazzini dismessi di Al Quoz, nel distretto di Alserkal Avenune, si scoprono laboratori open air, locali avveniristici in cui si fondono arte, food, moda e musica, gallerie d'arte, caffè che servono tapas, involtini creativi, sushi e cocktail eccellenti, anche se rigorosamente analcolici. E' una vera cittadella di creatività il Dubai Design District, noto come D3, concepita per ospitare e far crescere i talenti locali, ma anche per attrarre grandi marchi.

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Hatta

Fenicotteri rosa si levano in volo dalla riserva naturale di Ras Al Khor, sulle rive del Dubai Creek, la lingua di mare che divide in due la città. E' la Dubai più autentica, dove un tempo c'erano i villaggi dei pescatori di perle, un viavai di piccole barche di mercanti che fanno la spola tra la penisola arabica e Bandar Abbas, porto commerciale dell'Iran. Da non perdere il tramonto su un'arba, imbarcazione locale, fermandosi nei suq di spezie, incenso, caffettiere, stampe, stoffe pregiate che costeggiano il canale. Si passeggia nelle viuzze di Bur Dubai, dove s'incontra il Museum, nel palazzo più antico: fra collezioni d'arte contemporanea e islamica, si ripercorre la storia di questo stato e dei pescatori diventati magnati del petrolio in pochi decenni.
Le magnifiche dimore ottocentesche di Al Fahidi (Bastakiya), il quartiere rifugio di nomadi internazionali, ospitano gallerie d'arte e ristoranti di cucina orientale. Sull'altra sponda, profumi inebrianti annunciano il suq di Deira, dall'atmosfera mediorientale. Sullo sfondo, i grattacieli di vetro illuminati dai bagliori del sole. Quando non se ne può più di luci, danze, musiche, folla, si può fuggire nel deserto, a mezz'ora d'auto, dove gli unici fuochi sono quelli dei falò sulla sabbia e delle stelle. Tra escursioni a dorso di cammello, fumi di narghilé, ma anche safari in fuoristrada. A un centinaio di chilometri si raggiunge Hatta, in un paesaggio spettacolare, per affrontare il sandboarding, sulla duna Big Red: un'onda infinita per lo snowboard che scivola lungo il pendio dalle sfumature rossastre.

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