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Ducati, c’è la sentenza: resta la vittoria di Dovizioso in Qatar

Da Chiaramarina

Al centro della foto la pinna incriminata usata dalla Ducati in Qatar. Afp

La Corte d'appello della Federazione internazionale ha deciso: Andrea Dovizioso resta il vincitore del GP del Qatar, prima prova del Mondiale MotoGP. Il ricorso presentato dagli avversari per presunta irregolarità dell'ala impiegata a Losail sulle Ducati è stato dunque respinto.

il caso - La pinna delle GP19 era finita sotto accusa al termine della gara, quando Aprilia, Honda, Suzuki e Ktm hanno fatto reclamo perché, a loro dire, il regolamento consente l'impiego di quell'appendice solo in caso di pioggia. La direzione gara aveva confermato il risultato e così i rivali hanno opposto ricorso.

la prima riunione - Ricorso che è stato discusso dalla Corte d'appello venerdì scorso davanti ai tre giudici, il presidente Anand Sashidharan, indiano, lo svedese Lars Nilsson e il finlandese Sakari Vuorensola. Per le parti coinvolte erano presenti per la Ducati il direttore generale Gigi Dall'Igna e Fabiano Sterlacchini, coordinatore tecnico pista, mentre per i ricorrenti c'erano Massimo Rivola per l'Aprilia, Albert Puig per la Honda, Davide Brivio per la Suzuki e Mike Leitner per la Ktm. Analizzati documenti e sentite le parti, la Corte ha preso altro tempo e deciso di annunciare il pronunciamento definitivo. Un ricorso contro questa decisione può essere presentato al tribunale arbitrale dello sport (Tas) di Losanna entro 5 giorni.

vantaggio - Massimo Rivola, amministratore delegato di Aprilia, sul punto era stato chiaro: "Credo che siamo riusciti a dimostrare in maniera inequivocabile che un'ala genera un vantaggio - ha detto alla festa di Noale domenica scorsa al Mugello - se poi vogliamo fare un processo alle intenzioni questo penso che sia un concetto sbagliato: per questo suggerisco di fare dei regolamenti che siano un po' più chiari. Ci saranno sempre aree grigie, ma credo che mettere dei limiti, soprattutto a proposito di aerodinamica, sia quanto mai necessario. È la volontà di tanti, almeno per quattro costruttori".

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