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Due articoli del passato per riflettere sul futuro di Berlusconi…

Creato il 18 settembre 2011 da Candidonews @Candidonews

Due articoli del passato per riflettere sul futuro di Berlusconi…

Silvio Berlusconi. Un uomo pieno di debolezze. Debolezze che un uomo di stato non puo permettersi. Eppure, in tempi non sospetti, fu proprio la moglie, Veronica Lario, a denunciare pubblicamente la cosa. Prima che uscissero fuori Noemi, Ruby, Tarantini ed escort varie:

Aprile 2009:

“Voglio che sia chiaro che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire”.

“In Italia la storia va da Nilde Jotti e prosegue con la Prestigiacomo. Le donne oggi sono e possono essere più belle; e che ci siano belle donne anche nella politica non è un merito nè un demerito. Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti”.

“Qualcuno ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condivido: quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere”.

“Silvio è un uomo malato, ha bisogno di aiuto”

Un politico finito quindi? Tramonto del Berlusconismo? Se ne parlava già nel 1997. Francesco Merlo per il Corriere della Sera:

È come se il sistema politico italiano cercasse di espellerlo. E gli intellettuali quasi non lo servono più….

Nessuno più ride della sua megalomania e delle sue ingenue vanità. (…) Si diffonde tra ex amici ed ex nemici quel fastidio contenuto che sempre e’ stato il preludio alla ferocia. Giuliano Ferrara, che è il più generoso, lo paragona a Mozart, che fu terribilmente e disperatamente solo, irresponsabile genio infantile che irritava il mondo degli adulti. Ma Alleanza nazionale, che non l’ha mai digerito perchè “è un padrone pieno di soldi”, comincia a scaricarlo, a Palermo come a Roma. Fini spinge la sua audacia sino a definire Berlusconi “un incauto”, che è una parola ricercata faticosamente per nascondere e mostrare una caustica animosità (a chi di voi verrebbe in mente di criticare il leader dandogli dell’incauto?). I cosiddetti liberali di Forza Italia, da Martino a Taradash, si organizzano in corrente autonoma. Casini e Mastella gia’ indossano, come le serve di Genet, gli abiti del padrone di casa. (…). E ovviamente Cesare Previti, il suo avvocato di affari, dicendogli: “È te che vogliono, caro Silvio”, minaccia di trascinarlo nell’inferno: “Quel che sta avvenendo a me potrebbe avvenire a te”. Come si diceva una volta, Previti “prefigura”. Persino il Milan l’ha tradito. Con la regia del gran maestro Francesco Cossiga nelle vesti del moralizzatore e dell’erede, e’ iniziato il conto alla rovescia: il centrodestra cerca un leader perche’ e’ finito il carnevale della politica, nessuno crede più alla festa liberale, fatta di canzoni e palcoscenici e detassazione, anche il partito-azienda ha i conti in rosso ora che la poesia ha ceduto il posto alla prosa.

Tutti ormai sanno che Berlusconi è inadeguato alla “cucina dei partiti”, che D’Alema l’ha ubriacato con la tattica e la strategia, con il cedere qui per prendere lì, con l’arte del fare tre passi avanti e due indietro. Il carisma personale e i soldi inesauribili funzionarono fin quando bisognava aggregare consensi e simpatie, umori e talenti. Ricordate cosa disse Berlusconi? “Erano zucche, li ho trasformarti in tanti deputati”. Ma adesso che bisogna progettare resistenze e lunghe marce ci vogliono i sergenti e i caporali, le strutture di servizio, un partito. Perciò Berlusconi si sta consumando tra le sue zucche, e mille mormorii ci dicono che è malato, proprio come avveniva con Craxi negli interminabili anni del crepuscolo politico. Ci può essere una dignitosa malinconia nella estenuante fine di un capo, come accade per esempio tra i bufali e gli elefanti quando un capobranco perde il dominio e le forze. Ma tra gli uomini è un crudo spettacolo di cannibalismo e di viltà.

Nel ’97 Berlusconi sembrava al tramonto. Eppure solo quattro anni dopo sarebbe tornato al potere rimanendovi quasi ininterrottamente per dieci anni.

Mai darlo per ‘morto’ quindi, il Cavaliere sa bene come risorgere dalle proprie ceneri, come ribaltare il tavolo, come ‘fottere’ gli avversari (interni ed esterni). Sicuramente questa volta la battaglia per la sopravvivenza sarà dura ma Lui non mollerà MAI, questo è sicuro.


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