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Due recensioni: "Intervista col Vampiro" e "La Legge di Lupo solitario"

Da Kyracrochet @kyrawolf
Ho finito di leggere due libri questa settimana.Il primo è Intervista col vampiro [Anne Rice], romanzo del 1976. Primo libro della saga delle Cronache dei Vampiri dell'autrice.
SinossiRomanzo horror, romanzo gotico, romanzo storico e filosofico, "Intervista col vampiro" ha segnato l'inizio di una delle saghe narrative di maggior successo mondiale degli ultimi anni. Con il suo capolavoro, Anne Rice ha ricreato il mito notturno del vampiro, trasformandolo in una figura oscuramente luminosa capace di incarnare, e di raccontare, i mali, le paure, le angosce di noi contemporanei.
Questo romanzo è molto introspettivo e quasi filosofico. Inizia abbastanza lentamente, con Lestat che trasforma Louis in vampiro e procede attraverso il punto di vista e la voce di quest'ultimo. La storia migliora molto con l'arrivo di Claudia e poi si abbassa un po' di tono, a partire dal punto in cui il terzetto si sfascia. La cosa più affascinante del libro è proprio il diverso punto di vista sui vampiri, non semplici mostri, ma quasi più umani degli esseri umani, loro prede. Si crea un bellissimo contrasto tra il loro essere creature sovrannaturali e il loro sentire come normalissimi esseri umani, sono praticamente in bilico tra il completo abbandono agli istinti peggiori e la nostalgia per la perduta vita umana.
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Il secondo è La legge di lupo solitario [Massimo Lugli], che ho comprato al super, in mezzo a quei libri svenduti perchè probabilmente sono le ultime copie rimaste in magazzino.
SinossiSolitario, asociale, sempre a caccia di cibo, sesso e denaro, Lupo è il protagonista di questo viaggio negli inferi di una qualunque città italiana. Un personaggio controverso, capace di esplosioni di violenza estrema ma anche di sprazzi di ironia e umorismo, con uno sguardo da monello stagionato che lo rende subito simpatico. L'odissea di Lupo comincia con un coltello a serramanico trovato in un prato vicino a una mensa di carità, ruota attorno a un pacco pieno di banconote che passa da una mano all'altra e si conclude in modo imprevedibile, in una svolta finale tinta di giallo. Dai bivacchi del "popolo dei rifiuti" all'ospedale psichiatrico, dal carcere alle orge sataniste, dalle fungaie sotterranee ai combattimenti clandestini di uomini e di animali, il protagonista è preda e predatore al tempo stesso, sempre in fuga e sempre all'attacco, in cerca di un rifugio o di un pasto, con una presenza minacciosa alle spalle e il traguardo sempre troppo distante. Tutt'intorno, una fetta di umanità dolente, inquietante o minacciosa: piccola malavita, senzatetto, laidi primari ospedalieri, professionisti dalla doppia o tripla vita.E' il seguito di L'istinto del lupo (che non ho letto, perchè ne ho scoperto dopo l'esistenza). Comunque sia, è un libro abbastanza godibile, la parte imprevedibile a me è sembrata anche un po' irreale. Secondo me è un libro da leggere per staccare completamente la spina per un paio d'ore o magari sotto l'ombrellone (ci siamo quasi, no?). Ovviamente quest'opinione è anche viziata dal non aver letto la prima puntata. Spero di rimediare presto.

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