Due squadre, una nazione, una Champions

Creato il 15 maggio 2013 da Calcioromantico @CalcioRomantico

Con quella del 2013 fanno quattro, equamente distribuite tra Spagna, Italia, Inghilterra e Germania. Parliamo delle finali di Champions giocate da squadre della stessa nazione. Innanzitutto una premessa. Prima che la Champions aprisse le porte alle seconde, terze e quarte qualificate nei grandi campionati ben di rado due compagini provenienti dalla stessa federazione hanno incrociato i loro destini nella più importante manifestazione calcistica per squadre di club. Ricordiamo lo scontro tutto inglese che nei sedicesimi della Coppa Campioni 1978/79 segna un ideale passaggio di consegne tra il Liverpool campione in carica e il Nottingham Forest, che nella finale di Monaco batterà 1-0 il Malmö. La squadra di Brian Clough vince 2-0 in casa, con gol di Birtles e Barrett, e pareggia 0-0 ad Anfield garantendosi il passaggio del turno.

Ricordiamo poi l’unico precedente italiano, ricco ovviamente di polemiche. Ottavi, stagione 1985/86. Nell’urna del sorteggio il Verona campione d’Italia trova la Juventus campione d’Europa. Lo 0-0 di Verona rimanda tutto alla partita di ritorno di Torino che va giocata a porte chiuse per una incredibile decisione della UEFA che penalizza i bianconeri a seguito della tragedia dell’Heysel. Come arbitro viene designato il francese Wurtz, accusato da alcuni giornali di essere amico dello juventino Platini. Fatto sta che al 19′ la Juventus ha un rigore per un mani di Briegel, che Platini trasforma, mentre nella ripresa un ben più evidente fallo di mano di Aldo Serena non viene sanzionato. Finisce 2-0 e il raddoppio lo sigla proprio Serena, ma la Juventus non farà molta strada in più.

Il 1997 apre un’altra era in quella che è ormai diventata Champions League e gli scontri tra squadre della stessa nazione si moltiplicano. Nel 2000 arriva la prima finale inter nos:. Tutti si aspettano il superclásico e invece il Valencia di Mendieta, del Piojo Lopez e di Angulo in semifinale travolge il Barcellona (4-1 al Mestalla e sconfitta 2-1 al Camp Nou maturata solo nel finale), Così a Parigi è la squadra allenata da Cuper a affrontare il Real Madrid. I blancos sono però entrati in forma al momento giusto della stagione e passeggiano 3-0, andando in gol con Morientes, McManaman e Raúl.  

Raúl segna il 3-0 al Valencia

Tre anni dopo, a Manchester, è il turno dell’Italia. Il Milan di Ancelotti ha eliminato in semifinale l’Inter grazie al gol segnato in trasferta (0-0 e 1-1) e sembra destinato ad essere sconfitto dalla Juventus che ha fatto fuori Barcellona e Real Madrid nei due turni precedenti. Il futuro pallone d’oro Nedved è, però, squalificato e i bianconeri ne risentono. I rossoneri giocano un po’ meglio anche se un gol annullato a Shevchenko per off side di Rui Costa, una gran parata di Buffon su testa di Inzaghi e una traversa di Conte sono gli unici sussulti in una serata che tiene svegli solo gli italiani (e forse anche quelli). Ai rigori il Milan è più lucido e si porta a casa la coppa numero sei della sua storia.

Il 2008 tocca all’Inghilterra a farla da padrona. Quattro squadre ai quarti, tre in semifinale e due in finale, Chelsea e Manchester United. A Mosca il diluvio, i gol di Ronaldo e Lampard, le occasioni da una parte e dall’altra e poi il clamoroso epilogo ai calci di rigore con la tremenda scivolata di John Terry. Una sequenza di emozioni già raccontata e difficile da dimenticare.
Adesso non resta altro che aspettare la finale tutta tedesca, sperando che non somigli a quella tutta italiana, che non sia squilibrata come quella tutta spagnola e sia piena di emozioni come quella tutta inglese, ma non finisca ai rigori come quest’ultima. Vogliamo troppo?

federico


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