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DURC Fiscale o DURT: cos’è, come richiederlo e cosa fare se è Irregolare

Da Raffa269

DURC Fiscale o DURT: cos’è, come richiederlo e cosa fare se è IrregolareIl DURT o DURC Fiscale serve per la certificazione della regolarità in materia di tributi, imposte e tasse nell'ambito di appalti e che ha lo scopo di fornire una attestazione ufficiale dell' inesistenza di debiti tributari per imposte, sanzioni o interessi, scaduti e non estinti dal subappaltatore alla data di pagamento del corrispettivo o di parti di esso.

La ratio della disposizione è piuttosto chiara ed indirizzata alle imprese appaltatrici: queste dovranno reperire imprese affidabili sul mercato che siano regolari dal punto di vista della regolarità non solo lavorativa ( Durc on line) ma anche fiscale ( DURT o DURC Fiscale). Una regolarità fiscale testimonia infatti anche la serietà della ditta con cui abbiamo a che fare al di la delle valutazioni tecnico qualitative sull'operato e la preparazione dei lavoratori coinvolti. Queste disposizione sono valide solo per appalti di un certo valore annuo e questo limite viene definito per non ingessare un settore già di per sè in stallo da ormai più di 10 anni.

Questo in sintesi il nuovo certificato di regolarità fiscale specifico per gli appaltatori ed i sub appaltatori da produrre:

Nel seguito vedremo:

  • Cos'è il DURT o DURC Fiscale
  • Come funziona
  • A chi si applica
  • Quando richiederlo
  • Validità del DURT o DURC Fiscale
  • Responsabilità
  • Versamento ritenute negli appalti
  • Quando scatta l'obbligo: entrata in vigore
  • Novità

Cos'è il DURT o DURC Fiscale 2020

Per fornirvi un rapido chiarimento in sintesi possiamo dire che l'impresa subappaltatrice dovrà presentare il DURT o DURC Fiscale dal primo gennaio 2020 all'Agenzia delle Entrate ai fini dell'esenzione dalla responsabilità solidale nel caso di mancato pagamento. In questo caso si irrobustisce il profilo di regolarità delle imprese che partecipano agli appalti e si riduce il rischio di omesso versamento delle ritenute d'acconto.

In pratica l'impresa appaltatrice avrà l'obbligo di presentare formale richiesta alle imprese subappaltatrici ed avere copia dei modelli F24 quietanzati (quietanze o deleghe di pagamento) aventi ad oggetto le ritenute fiscali IRPEF versate per i lavoratori impiegati e un elenco nominativo degli stessi comprensivo di regolare codice fiscale e dettaglio delle ore di lavoro prestate da ciascun lavoratore e l'ammontare della retribuzione corrisposta al dipendente percipiente in esecuzione dell'opera o del servizio affidato.

Nel passato invece esisteva solo una dichiarazione autosostitutiva

Il DURT viene rilasciato dall'Agenzia delle Entrate

Ancora non sono valido per 4 mesi dall'emanazione. Sarà un provvedimento dell'Amministrazione finanziaria a chiarirne le modalità di richiesta e di rilascio. Nell'attesa come possono tutelarsi i committenti dai rischi di inaffidabilità fiscale delle imprese appaltatrici?

Entrata in vigore DURC Fiscale

Il decreto fiscale è già entrato in vigore ma le disposizioni in questo caso si applicano dal primo gennaio 2020.

A chi si applica il DURC Fiscale

La novità si applica a tutti i contratti di appalto e subappaltano per il compimento di opere e servizi di valore superiore ai 200 mila euro considerate per ciascun anno di imposta (o solare).

Responsabilità del Committente

In questo modo si irrobustisce e si ridimensiona anche il profilo di responsabilità del committente che, ricordiamolo, risponde solidalmente con l'appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell'appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi,TFR, contributi INPS ed INAIL restando però escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell'inadempimento.

Il committente che effettua il pagamento dovrà anche effettuare le ritenute fiscali dovute in base al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e può esercitare l'azione di regresso nei confronti del coobbligato secondo le regole generali.

Si dovrebbe così ottenere un miglioramento nelle condizioni di mercato che vedono sempre più spesso piccole imprese intestate a dei prestanome aprire e chiudere lasciando debiti nei confronti dell'erario o che remunerano i lavoratori con indennità di trasferte per fruire della loro parziale detassazione.

Questa potrà così venire meno nel caso di produzione del DURC FISCALE dal primo gennaio 2020. Le imprese dovranno essere operative da almeno tre anni ed avere un DURC FISCALE REGOLARE sulle dichiarazioni fiscali presentate nel triennio precedente che siano in regola con gli obblighi dichiarativi e che abbiano eseguito nel corso dei periodi di imposta

Inoltre dovranno essere in regola con i versamenti nel conto fiscale che dovranno essere maggiori del 10% dell'ammontare dei ricavi o dei compensi risultanti dalle dichiarazioni;

Inoltre non dovranno avere sul certificato di regolarità fiscale ruoli fiscali aperti o accertamenti resi esecutivi o cartelle di pagamento in piedi da parte di Equitalia o dell'agenzia della riscossione per importi superiori a 50 mila euro i cui termini per richiedere sospensione o rateizzazione siano scaduti.

Validità del DURt o DURC Fiscale

La validità del certificato è di 4 mesi. VI sarà un problema collegato alle richieste che vengono effettuato prima delle principali date di scadenza previste per il versamento delle imposte (giugno e novembre) che potrebbero determinare comunque un ammanco considerevole nel gettito erariale, ma sicuramente meglio di prima dovrebbe essere.

Benefici del Durc Fiscale o Durt 2020 Regolare

Avere un certificato fiscale regolare consente tuttavia continuare ad effettuare le compensazione nei versamenti delle ritenute da reddito di lavoro od assimilato ed evitare il blocco dei pagamenti da parte del committente fino al 20% del valore complessivo o delle ritenute omesse.

Casi particolari e criticità

Sicuramente sarà necessario nei grandi appalti un monitoraggio costante dei subappaltori anche in considerazione della ridotta validità del Durt.

Ci potrebbero essere problemi ad avere un Durc Tributario pulito nel caso di imprese che sono in perdita per esempio pur avendo una situazione fiscale pulita o anche quelle in split payment. Sicuramente l'agenzia delle entrate dovrà rilasciare dei chiarimenti ufficiali o dei provvedimenti ad hoc per queste tipologie.

Nel caso di imprese che sono in contenzioso con il fisco, perchè ce ne sono tante, il Durc Fiscale sarà pulito solo in quei casi in cui il giudice abbia concesso la sospensiva.

Diviene quindi particolare questo punto perchè, seppur come sappiamo, il contenzioso con il fisco si traduce spesso nella vittoria da parte del contribuente, questo potrebbe non esonerare committente e appaltatore dalla responsabilità di un sub appaltatore (per fare un esempio) che un contenzioso pesante con il fisco.

Questi ultimi quini potrebbero essere lasciati fuori dal bouquet di imprese selezionate per lavorare solo perchè sono in lite con il fisco anche avendo motivazioni legittime. Se fossimo in un paese dove la percentuale di vittoria del contribuente fosse scarsa lo capirei anche, ma essendo la situazione ben diversa questo potrebbe escludere ingiustamente delle imprese virtuose dalla competizioni o peggio ancora le imprese potrebbero decidere di abbandonare dei contenziosi con il fisco solo per partecipare a delle gare d'appalto al solo fine di continuare a lavorare per non chiudere.

Testo Legge DURT o DURC Fiscale

Vi riporto cosa disciplina il comma 5 del Decreto Fiscale n. 124 del 2019

5. Entro il termine di cui al comma 3, al fine di consentire al committente il riscontro dell'ammontare complessivo degli importi ricevuti con le trattenute effettuate dalle imprese, queste trasmettono tramite posta elettronica certificata al committente e, per le imprese subappaltatrici, anche all'impresa appaltatrice:

  • a) un elenco nominativo di tutti i lavoratori, identificati mediante codice fiscale, impiegati nel mese precedente direttamente nell'esecuzione di opere e servizi affidati dal committente, con il dettaglio delle ore di lavoro prestate da ciascun percipiente in esecuzione dell'opera o del servizio affidato, l'ammontare della retribuzione corrisposta al dipendente collegata a tale prestazione ed il dettaglio delle ritenute fiscali eseguite nel mese precedente nei confronti di detto lavoratore, con separata indicazione di quelle relative alla prestazione affidata dal committente
  • b) tutti i dati utili alla compilazione delle deleghe di pagamento necessarie per l'effettuazione dei versamenti di cui al comma 1;
  • c) i dati identificativi del bonifico effettuato ai sensi del comma 3.
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