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È giusto che “Africa” dei Toto suoni per sempre nel deserto della Namibia?

Creato il 21 gennaio 2019 da Cafeafrica @cafeafrica_blog

La Namibia è in questi giorni protagonista su tutte le testate giornalistiche per l’istallazione musicale che l’artista Max Siedentopf ha realizzato nel deserto del Namib con il brano dei Toto.

Il famoso pezzo “Africa”, nato nel 1982, continua ad avere un successo dilagante, tanto da essere stato il brano più ascoltato in streaming nel 2017 e l’artista tedesco, di origini namibiane, ha voluto rendergli omaggio installando in pieno deserto namibiano un sistema di mp3 e 6 speaker che, grazie ad un’alimentazione solare, suonerà in eterno.

Ora io mi chiedo se davvero una persona che fa tanta strada per raggiungere un deserto abbia realmente voglia di ascoltare un motivetto piacevole sì, ma riprodotto a loop continuo. Quando ci si reca in un deserto, ciò che affascina è la vastità e, caratteristica non secondaria, il silenzio. Quindi, senza alcuna critica per i Toto e la loro canzone – che ha rappresentato con piacere il tormentone della mia playlist per molto tempo -, ritengo bizzarra e forse non ben collocata l’istallazione.

Non sono d’altronde l’unica a nutrire dei dubbi sulla faccenda. Sul web è nata addirittura una petizione “Please don’t let Namibia’s Toto installation disrupt wildlife for eternity!” (https://www.change.org/p/max-siedentopf-please-don-t-let-namibia-s-toto-installation-disrupt-wildlife-for-eternity), che raccoglie firme per la rimozione dell’opera, in quanto si considera fastidiosa per la quiete della fauna locale e un simbolo di imposizione della presenza umana, proprio laddove non ve n’è bisogno.

D’altronde l’autore per motivi di sicurezza non ha voluto indicare il luogo preciso di “Toto forever” – così è il titolo dell’opera -. Sul suo sito è solo presente una mappa che cerchia di rosso l’intera area del deserto del Namib, una ricerca che lo stesso Siedentopf ha definito complicata perché “la zona è grande quanto l’Olanda e la Svizzera assieme”.

C’è da considerare che non tutto ciò che viene creato per l’eternità riesce a durare per sempre. Il deserto con le sue temperature estreme di caldo e freddo, il sole e la sabbia potrebbero riuscire in ciò che nemmeno la petizione riuscirebbe a fare…le batterie solari non reggono molto gli sbalzi termici e gli speaker sono oggetti delicati…la natura potrebbe riprendersi da sola il silenzio che le appartiene.

È giusto che “Africa” dei Toto suoni per sempre nel deserto della Namibia?

Mappa per localizzare l’istallazione

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