… E l’etica dell’irresponsabilità!

Creato il 30 settembre 2014 da Alby87

Qua ci voleva il sequel. Nel mio precedente intervento descrivevo la mia etica, ovvero quale sia l’unico metro di giudizio morale che io applichi al prossimo e alle mie scelte.

Leggete quell’intervento prima di andare avanti con questo.

Per quelli che l’hanno già letto, vi rinfresco la memoria: lì spiegavo che il mio biasimo non è riservato ai malvagi, ma solo agli irresponsabili. Facevo anche qualche esempio ipotetico di cosa intendo io per irresponsabilità… e poi, dopo aver pubblicato l’articolo, ecco che mi capita fra le mani un esempio PER-FET-TO di cosa intendevo per irresponsabilità. Guardate e leggete, viene da una pagina di vegani fanatici chiamata “logica onnivora”:

> IL POST E’ SARCASTICO < (certi onnivori l’hanno condiviso come se fosse serio…)

 

Volete essere accettati dagli onnivori senza mettere in luce la verità sull’allevamento, l’ipocrisia del carnismo e quindi senza scatenare sensi di colpa che si traducono in aggressione? Ecco a voi il:

 

MANUALE DEL VEGANO SOCIALMENTE ACCETTABILE SECONDO L’ONNIVORO MEDIO

 

- Non dire di essere vegano e non entrare mai nell’argomento di tua iniziativa: ognuno deve tenersi le proprie idee senza farle sapere in giro.

- Accettare le battute: si tratta pur sempre solo di animali quindi ridiamoci su in amicizia.

- Lascia fuori la scienza: quello che pensi è una tua idea personalissima ma la scienza dice che siamo onnivori e che la carne fa bene, e non si discute.

- Non giudicare mai: nessuno ha il diritto di ergersi a giudice e nessuno è detentore della verità assoluta.

- Non far pesare le tue scelte agli altri e non essere paranoico: partecipa a grigliate senza discutere, fai girare il piatto con l’agnello, non ti schifare per le posate utilizzate in precedenza su prodotti animali.

- Non essere ortoressico e ossessionato: non c’è bisogno di chiedere e controllare gli ingredienti ogni volta, oppure non si vive più.

- Non essere estremista: ogni tanto si possono fare delle eccezioni, anche per rispetto di chi ti offre delle pietanze.

- Non c’è bisogno di condividere foto e filmati di allevamenti e macelli su facebook: fanno impressione e allo stesso tempo non fanno alcun effetto perchè sono cose normalissime.

- Non essere fondamentalista: abbiamo visto nella storia cosa è successo in nome degli ideali e delle buone intenzioni.

- Non lasciare intendere che chi mangia carne compie qualcosa di ingiusto: siamo tutti sulla stessa barca e anche tu usi prodotti cinesi, calpesti le formiche e inquini, semplicemente hai una sfumatura diversa del tutto personale.

- Non dilungarti troppo e non entrare nei dettagli: a nessuno piacciono i testimoni di geova nè i proseliti.

- Non umanizzare gli animali: è vero che possono soffrire (e gli allevatori fanno attenzione al loro benessere), ma in modo diverso da noi, cosa penserebbe un ebreo se sapesse che lo paragoni a un maiale?

- Devi essere il più possibile moderato: più ti impegni e intestardisci più allontani gente dalla tua causa.

- Rispetta lo status quo: non puoi pensare di cambiare le cose perchè significherebbe imporre le tue idee agli altri, il nazismo lasciamolo al passato.

- Evita posizioni troppo dure: la situazione attuale è accettabile per tutti, evitiamo estremisti da entrambe le parti.

- Puoi essere vegan ma devi crescere i tuoi figli onnivori perchè è la condizione di normalità per un essere umano, poi decideranno loro in futuro.

- Non assillare la gente: ognuno segue il suo percorso con i suoi tempi, non c’è alcuna urgenza, solo animali d’allevamento cresciuti apposta che tanto muoiono comunque.

- L’autorità medica non si mette in discussione: la medicina della cultura onnivora è quella vera, puoi seguire le cure new age basate sull’alimentazione ma non puoi contestare o peggio rifiutare o ancora peggio sconsigliare le terapie ufficiali.

- Uccidere o non uccidere gli animali è una scelta personale, e come tale va rispettata.

-In pratica, devi essere un onnivoro a tutti gli effetti tranne per il fatto che non mangi prodotti animali per qualche strano motivo irrazionale.

 

(se avete altri punti, commentate pure!)

Ecco: vi domandavate forse un esempio più immediato dell’irresponsabilità a cui mi riferivo nel precedente intervento. Eccola. Questa è l’irresponsabilità.

Questo scritto è estremamente divertente per una semplice ragione: è vero che è esposto con intenti e toni vagamente sarcastici, è vero che si sforza di esagerare e far sembrare assurde alcune delle posizioni esposte e attribuite alla società “onnivora”… ma di fatto fallisce nell’intento: tanti non vegani lo hanno condiviso proprio perché è perfettamente ragionevole! Tutti quei punti che questo raffinato documento elenca si potrebbero riassumere in “rispetta anche chi fa scelte diverse dalla tua”. Questo ti permette di essere accettato da loro, altrimenti non sarai accettato.

Il che è estremamente sensato, è quello che ci si aspetta che accada in un contesto civile.
Io ho scelto di non litigare mai con i vegani in quanto vegani, è una loro scelta alimentare, ci mancherebbe che andassi a sindacare. Non hanno neanche bisogno di giustificarla, possono avere in testa qualunque ragione per essere vegani, lo hanno deciso loro e io non ci entro. Quindi se loro non mi vengono a rompere le balle facendo predicozzi da testimoni di Geova la pace è quasi scontata, visto che nemmeno io farò loro i predicozzi.

Quello che vuole comunicare il vegano autore del post è però che lui non ha alcun intenzione di rispettare le nostre scelte. Per ora (e forse per sempre, in realtà) non mi interessa nemmeno quali motivazioni voglia accampare per questa scelta, mi interessa soltanto il dato base, chiaro, lampante, luminoso: non vuole rispettare la mia scelta, non vuole lasciarmela vivere in pace, non vuole convivere con me, non vuole essermi amico.

E io sono coerente con quanto scrivevo nel precedente intervento: non lo biasimo.

L’autore vuole credersi superiore a me? Non lo biasimo, dopotutto io mi credo sicuramente superiore a lui, siamo pari.

L’autore non vuole trovare compromessi con me? Non lo biasimo, avrà le sue ragioni e neanche mi interessa sentirle, sono le sue.

L’autore vuole trattare me e il 99% dell’umanità come fossimo mostri assassini suoi nemici, e vuole romperci le balle in ogni modo possibile. Bene, neanche qui lo biasimo.

Ma…

Ma l’autore frigna. Ma l’autore si lamenta. L’autore, palesemente, fa la vittima. L’autore pretenderebbe che a questo suo comportamento irriducibilmente aggressivo, a questa sua dichiarazione di guerra, a questo suo continuo spargere veleno, insultare e abbassare tutti quelli che non la pensano come lui, non corrispondesse alcuna reazione. Vorrebbe, sognerebbe più che altro, che questa sua precisa scelta di non essere, expressis verbis, socialmente accettabile, venisse invece ritenuta socialmente accettabile e gradevole in nome di… di che? Di cosa?

Ah, dimenticavo, lui è nel giusto, signori miei, è unto dal Signore; se noi non ci inchiniamo siamo tutti noi che siamo sbagliati, non lui, lui ha Dio dalla sua. Per questo frigna sugli onnivori cattivi che non rispettano la Sacra Morale™. Lui tratta gli onnivori cattivi come fossero nemici da abbattere, feccia dell’umanità, barbari con cui nessun compromesso è possibile. E contemporaneamente gli ‘onnivori’ cattivi dovrebbero stare lì e dirgli: “be’, sai, hai ragione tu, ci fa piacere che ti ci rompa le balle e ci consideri merda!”

Hai due scelte: o sei d’accordo con lui e diventi vegano, o sei d’accordo con lui e quindi pur senza diventare vegano ti riconosci colpevole. L’importante è che sei d’accordo con lui però, altre possibilità non sussistono.

Non si può dire che il messaggio non sia chiaro qui, eh. “O fate come diciamo noi o guerra!”

Mia risposta: “Cento volte guerra!” (Anche perché siamo tipo cento volte più numerosi)

Insomma l’autore dello scritto ritiene che il bene e il rispetto gli siano dovuti per diritto divino, nel nome della Sacra Morale™ (la sua, ovviamente).  Quando non ce li ha, frigna. Si rinchiude in qualche oasi protetta per fanatici ortoressici, come certe pagine facebook, in cui può stare circondato soltanto da altri come lui che gli diano sempre ragione, e in quello splendido parco protetto per disadattati piagnucola sugli onnivori cattivi che si rifiutano di riconoscere la sua naturale, intrinseca, certificata Superiorità Morale.

Ecco, questo è l’archetipo dell’irresponsabile, che si rinchiude in un’isola deserta per dare ordine alle scimmie.

Mi odia? Non lo biasimo e non lo disprezzo. Mi vuole combattere? Non lo biasimo e non lo disprezzo.

Pretenderebbe che io non lo ripagassi con la stessa moneta, e quindi frigna? Ecco, ora lo biasimo! Ora lo disprezzo! Ma che razza di fesso sei, ma dove vivi? Guarda che non vivi in disadattolandia, sei sul pianeta Terra, sei tu che ti devi adeguare al mondo, non lui a te! E se vuoi combattermi io ti combatto. E non lo volevo io, l’hai voluto tu!

Vuoi combattermi? Magari vinci, anche se non ci scommetterei un capello. Ma non puoi aspettarti che IO ti faccia vincere… in nome di cosa dovrei farlo? Di Dio? Dell’utilitarismo? Di Buddha? Della Sacra Morale™? O di quale altra minchiata immaginaria?

Costui rifiuta dentro di sé la sua responsabilità fondamentale: egli ha scelto di essere nemico della perfida società onnivora, e la conseguenza naturale, inevitabile di ciò è che la perfida società onnivora lo tratti da nemico. Egli si rifiuta di riconoscere il suo gesto come una scelta sua, e quindi una scelta che ha inevitabili conseguenze su di lui. Per questo non capisce, non può capire, non può neanche ricordare, che quando gli viene detto “non giudicare” c’è un evangelico sottinteso: “non giudicare per non essere giudicato“.

Non significa che non puoi giudicare. Sei liberissimo di giudicare, anche spietatamente. Ma se lo fai sarai giudicato, anche spietatamente. E infatti.

Cazzo si lamenta? Egli ha scelto di sfottermi, insultarmi, aggredirmi, rompermi le balle e farmi i predicozzi. Che lui mi stia sul cazzo è la risposta fisiologica, esattamente come la risposta fisiologica di chi riceve un ceffone è darti un ceffone.
Se tiri un ceffone ricevi un ceffone, non c’è il ceffone “voluto da Dio” e quello “punito da Dio”, il ceffone giusto e quello sbagliato; semplicemente ceffone dato=ceffone ricevuto, questa è l’unica legge cosmica: azione e reazione, bassa marea e alta marea, urti e rimbalzi… E se dopo aver ricevuto il ceffone frigni pure, guarda, ti consiglio di andare a frignare più in là, dove ci sono i tombini aperti .

Il vegano “moralista” fa una scelta precisa, che è quella di pensare di essere il più figo di tutti e di poter dare lezioni a tutti. Come prevedibile, immediata, naturale, attesa conseguenza è una delle categorie sociali più odiate dalla gente.

E se ne lamenta! E fa la vittima, come se non l’avesse scelto lui! E si appella a questo principio morale preesistente in cui crede solo lui, e continua a dire “dovete rispettarmi perché ho ragione io, perché la morale è con me! Io devo avere tutto, io non devo dare nulla!”

E invece no, non ti dobbiamo proprio niente, solo nel tuo mondo immaginario noi ci dobbiamo inchinare a te. Nel mondo reale semplicemente non ti invitiamo alle grigliate, ti blocchiamo su facebook e quando qualcuno ci domanda di te ti descriviamo come un fanatico rompicoglioni. Queste sono le prevedibili, naturali, appropriate conseguenze di certe precise e consapevoli scelte.

Impara a stare al mondo, bello mio. La morale non è con te, Dio non è con te, perché non esistono nessuno dei due. Esistono gli uomini, e potrebbero stare con te se li tratti con simpatia e rispetto, ti odieranno se fai sceneggiate napoletane, predicozzi e offese.

Rispetta e sarai rispettato. Azione e reazione. Stai al mondo, sii responsabile. In una parola: cresci.

Ossequi.



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