E' morta la Duchessa d'Alba: Spagna in lutto

Da Rottasudovest
Torno a scrivere su Rotta a Sud Ovest, dopo un mese di assenza, perché a doña Cayetana Fitz James, duquesa de Alba, volevo bene. Se, come me, si passa molto tempo a Siviglia, non si può non avere in simpatia questa donna, amata sia dai media che dall'opinione pubblica dai media condizionata. In queste ore di veglia e di dolore, nell'Ayuntamiento, il Comune di Siviglia, i media ci raccontano quello che hanno sempre detto della Duchessa: ha vivido como ha querido, ha vissuto come ha voluto, fregandosene di regole e convenzioni. Ma possiamo dircelo tranquillamente: con il suo patrimonio, i suoi titoli e il suo prestigio poteva anche permetterselo. Essere libera con tutti i soldi del mondo è molto facile, difficile è esserlo quando si arriva a stento a fine mese. Questo i media non lo dicono, come non parlano dei latifondi degli Alba, che godono delle sovvenzioni dell'Unione Europea, nonostante le ricchezze familiari, e che suscitano l'ira dei sindacati perché utilizzano lavoratori stagionali senza documenti (e la volta che avevano organizzato uno sciopero di protesta, la Duchessa li aveva mandati a stendere con frasi piuttosto colorite).
Il che, però, non toglie che doña Cayetana sia stata un'aristocratica peculiare. Persa la madre da bambina, crebbe sola con suo padre, ambasciatore della Spagna a Londra, amico non solo del Gotha, ma di buona parte del potere economico internazionale (in gioventù andava a caccia con il Kaiser, poi, a tempo perso, frequentava Curchill, il Principe di Galles e i Rotschild). Il suo matrimonio con Luis Martinez de Irujo, nel 1947, fece impallidire quello di Elisabetta d'Inghilterra, sposatasi nello stesso anno, per lusso ed eleganza. Prima del marito aveva amato toreri e corride, dopo non avrebbe smesso di amare il flamenco, la pittura e l'arte. Da buona cattolica, ha sfornato sei figli e solo l'ultima, arrivata con lei ormai 40enne, alla fine degli anni 60, è stata una femmina, l'amatissima Eugenia, l'unica dei figli che oggi, durante il corteo nelle strade di Siviglia, era inconsolabile in lacrime. Nelle sue memorie, pubblicate recentemente con grande clamore mediatico, ha ammesso di non essere stata una madre latina, calda, accogliente e invadente; Cayetano, il prediletto ultimogenito maschio, ha lamentato, in un'intervista di qualche anno fa, la sua infanzia triste e solitaria, con una madre persa dietro ai suoi viaggi, i suoi amici e le sue passioni. Ma, sia andata come sia andata l'infanzia dei sei ragazzi, gli Alba devono aver fatto pace con la madre inquieta: da giorni, da quando è stato chiaro che doña Cayetana stava vivendo le sue ultime ore ed era stata riportata nell'amato Palacio de Dueñas, si sono riuniti tutti a Siviglia. E oggi, alla veglia, non mancava nessuno, c'erano persino Jacobo, il figlio con cui aveva litigato negli ultimi anni e che si era riavvicinato solo recentemente, con la seconda moglie Inka, non troppo amata dalla Duchessa. C'erano anche i nipoti, che hanno voluto portare a spalla il feretro della nonna nell'Ayuntamiento, e poi sono rimasti tutti insieme, dentro, a ricevere le condoglianze di Siviglia. Carlos, l'erede del titolo, con il suo erede Fernando, e il vedovo Alfonso Diez da un lato, gli altri figli dall'altro, a guardare il feretro, coperto dalla bandiera degli Alba e dalla bandiera di Spagna.
Non ci saranno lotte fratricide per l'eredità, non solo perché i fratelli sono uniti e lavorano insieme nella Fondazione che gestisce il patrimonio di famiglia, ma anche perché Cayetana aveva già diviso l'eredità tre anni fa, riuscendo così a strappare il consenso per le sue nozze con Alfonso. Non è stato l'unico matrimonio contrastato della Duchessa. Dopo la morte di Luis, quasi 50enne, aveva sposato Jesús Aguirre, un ex gesuita di 9 anni più giovane e vicinissimo ai socialisti: fu un matrimonio che scandalizzò i benpensanti dell'epoca. La donna più titolata del mondo, davanti alla quale la regina Sofia e la regina Elisabetta devono fare un passo indietro, che sposa un ex prete per di più di sinistra? O tempora o mores! E Cayetana, che amava esporre il suo anticonformismo e il suo rifiuto delle regole benpensanti (forse perché il padre le aveva proibito i giovanili amori con un torero), aveva pronunciato la sua frase mito: “Cosa faccio con un ex prete? Scopiamo tutte le notti e dicano quello che vogliono”. Lui, più romantico, le inviava una rosa ogni mese, nel giorno del loro anniversario; lo ha fatto fino alla fine, durante i 24 anni del loro matrimonio. Lungi dal sentirsi schiacciato dalla pirotecnica personalità della moglie, Aguirre ha messo in ordine il patrimonio degli Alba, su suo consiglio Cayetana ha voluto la Fondazione che amministra il patrimonio di famiglia: alcuni dei palazzi più belli di Spagna, compresi Liria, la residenza ufficiale degli Alba a Madrid, e Dueñas, nella prediletta Siviglia, alcune delle fincas più estese del Paese, una collezione d'arte privata seconda solo a quella della Famiglia Reale spagnola e di valore incommensurabile e poi titoli, azioni e compagnia bella. Dicono che di tutti i mariti di Cayetana, Jesús sia stato il Duca d'Alba consorte perfetto, il più consapevole del proprio ruolo, probabilmente anche per merito della sua raffinatissima cultura; la Duchessa amava dire che era el hombre de su vida.
Alfonso Diez, l'ultimo marito, di 25 anni più giovane, è arrivato qualche anno fa, lasciando sconcertati persino i fans più fedeli di doña Cayetana (a cercare di impedirlo, pare su richiesta dei figli preoccupati, era intervenuto persino re Juan Carlos, che in una telefonata pare abbbia detto alla Duchessa: "Ma alla nostra età, Cayetana..."). Funzionario pubblico, appassionato di antiquariato e di cinema, Alfonso ha fatto compagnia a una Cayetana dalla salute sempre più malferma, che si sentiva lasciata sola dai figli. Fare breccia nel cuore di un'anziana sola è facile, dicono i maligni, ma Alfonso ha rinunciato a ogni pretesa sul patrimonio, per chiarire che i suoi sentimenti di affetto erano sinceri. Nei tre anni di matrimonio è stato un Duca d'Alba impeccabile, discreto e in secondo piano, ma sempre accanto alla moglie; ha persino conquistato i sei figliastri, che prima lo guardavano con diffidenza e sospetto, temendo le sue intenzioni. Al matrimonio di tre anni fa c'erano i figli (tranne Jacobo, che aveva appena litigato con la madre per le parole poco lusinghiere verso Inka), le ex nuore e l'ex genero, i nipoti. C'era tutta Siviglia e Cayetana, con un bel vestito rosa disegnato per lei da Victorio y Lucchino, aveva dedicato alla sua città d'elezione alcuni passi di flamenco davanti al Palacio de Dueñas. Ero a Siviglia in quei giorni, ricordo la chioma bianca di Cayetana intravista in numerosi atti di quei giorni, l'affettuosa curiosità dei sivigliani, dietro alle transenne di Dueñas, dove anch'io avevo passato una mattinata.
E ci sono due cose che voglio ricordare della Duchessa: quel flamenco accennato a 85 anni, felice sposa al terzo matrimonio, e la feroce ironia con cui nelle sue memorie scriveva: "Confesso che ho vissuto, ho anche lasciato vivere gli altri, e penso continuare a vivere, anche sia solo per vedere questa faccia spaventata che fanno tutti quando li indico con il dito e dico: "Penso seppellirvi tutti quanti!" Mi diverte questa espressione". Que descanse en paz, doña Cayetana.
PS Il funerale sarà domani a Siviglia, non è improbabile che ci siano anche Felipe e Letizia, visti i profondi legami tra la Monarchia spagnola, sia quale sia la dinastia, e la Casa de Alba. Cremata, la Duchessa riposerà nell'amatissima Hermandad de los Gitanos.


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