E’ nato l’Istituto Italiano Open Data

Creato il 12 luglio 2014 da Alessandro Nuvoloni @GestProcessi

alenuvoloni:

Per dati aperti, (in inglese open data) , si intendono alcuni tipi di dati, liberamente accessibili a tutti, privi di qualche forma di controllo che ne limiti la riproduzione, o per i quali il copyright richieda al massimo di citare la fonte. La locuzione “open data” pur essendo diffusa già da tempo, ha preso una seconda vita recentemente; merito, come al solito, dell’esplosione nell’impiego di Internet da parte delle persone, come canale principale di diffusione dei dati stessi. Secondo qualcuno (per esempio Barak Obama) « Fin dove possibile e sottostando alle sole restrizioni valide, le agenzie devono pubblicare le informazioni on line utilizzando un formato aperto (open) che possa cioè essere recuperato, soggetto ad azioni di download, indicizzato e ricercato attraverso le applicazioni di ricerca web più comunemente utilizzate. Per formato open si intende un formato indipendente rispetto alla piattaforma, leggibile dall’elaboratore e reso disponibile al pubblico senza che sia impedito il riuso dell’informazione veicolata. »
Anche questo fenomeno, credo sia una meraviglia tecnologica (potenzialmente). La domanda è retorica, la risposta pleonastica: saremo in grado di farne un buon utilizzo?

Originally posted on hocsblog:

L’Istituto Italiano Open Data è nato a maggio 2014. Si configura come rete di associazioni, organizzazioni, enti, gruppi e persone singole, e vuole avere la duplice funzione di catalizzatore di energie e capacità e di raccordo tra i diversi protagonisti sugli open data, per favorire l’incontro tra domanda e offerta, lo scambio e la condivisione di pratiche, strumenti, tecnologie, la valorizzazione degli open data come opportunità di crescita economica.

http://www.agendadigitale.eu/smart-cities-communities/917_ecco-perche-si-e-costituito-l-istituto-italiano-open-data.htm

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