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È tutta una faccenda di arredo urbano. Ecco perché l'auto di Ignazio Marino era posteggiata in divieto

Creato il 13 novembre 2014 da Romafaschifo

È tutta una faccenda di arredo urbano. Ecco perché l'auto di Ignazio Marino era posteggiata in divieto

Via di Santa Chiara con i paletti


È tutta una faccenda di arredo urbano. Ecco perché l'auto di Ignazio Marino era posteggiata in divieto

Via di Santa Chiara prima dei paletti


È tutta una faccenda di arredo urbano. Ecco perché l'auto di Ignazio Marino era posteggiata in divieto
È tutta una faccenda di arredo urbano. Ecco perché l'auto di Ignazio Marino era posteggiata in divieto

È tutta una faccenda di arredo urbano. Ecco perché l'auto di Ignazio Marino era posteggiata in divieto

Via di Santa Chiara ora

 
Magari non la faccenda degli ingressi in ZTL con permesso scaduto, poi hackerato, poi semplicemente dimenticato di rinnovare (una faccenda di per se risibile che solo l'inqualificabile caravanserraglio di omuncoli di cui si circonda il sindaco avrebbe potuto trasformare in un caso nazionale). Magari quello no, ma senz'altro la storia della vettura posteggiata in divieto si poteva evitare eccome. Sarebbe bastato che chi avesse progettato Via di Santa Chiara (i soliti geni) avesse pensato a realizzare in maniera seria il percorso pedonale protetto che qualche tempo fa è stato implementato.
Guardate le prima foto. Fino a qualche anno fa Santa Chiara era la classica via del centro di Roma, marciapiedi microscopici e inesistenti e automobili parcheggiate alla rinfusa in maniera caotica, orrenda e soprattutto pericolosa: per i pedoni, poi, niente spazio. Figurarsi per bambini, mamme con passeggino, disabili e utenza debole in generale. Beh, qui però qualcosa è recentemente migliorato, e come diciamo sempre noi: bastano due paletti. A Via Santa Chiara sono stati messi e la strada è rinata. Peccato che per qualche imperscrutabile motivo è rinata a metà. Il percorso pedonale si interrompe ad un certo punto lasciando una piccola terra di nessuno che sì è divieto, ma che è sempre (sempre! Lo dimostrano queste immagini prese da Google Street View) occupata dalla sosta selvaggia. Un percorso pedonale che si interrompe addosso ad un suv parcheggiato (o alla Panda del Sindaco in carica) è un percorso pedonale sostanzialmente inutile, che non solo non salva vite e non dà sicurezza ai pedoni, ma li mette ancor di più a rischio perché chi dovesse percorrere quel percorso ad un certo punto dovrebbe fuoriuscirne entrando nella carreggiata a rischio di essere falciato.
È un classico a Roma realizzare strade in questo modo, ma è assurdo che questo genere di cose siano presenti anche nella strada dove abita il sindaco: possibile che affacciandosi alla finestra non abbia notato la macroscopica anomalia e non abbia chiesto agli uffici di provvedere e che, anzi, sfrutti l'anomalia per infilarsi con la sua vettura in uno spazietto abusivo?

Molti si lamentano che il sindaco sia un alieno perché proveniente da tanti soggiorni all'estero e genovese di nascita. Qui ha dimostrato, purtroppo, di essere molto ma molto romano. Anche quando viene strattonato da un losco figuro del suo staff dando poi la colpa al povero inviato de Le Iene come da video qui sotto.

Al sindaco facciamo due proposte: la prima è di vendere l'auto. Se si vive nel cuore della città si può e si deve vivere senza vettura di proprietà. Quando gli occorre prende il taxi, prende Uber, prende Enjoy, il car sharing comunale, Car2Go o affitta un'auto a noleggio. Poi c'è la bici e i mezzi pubblici. Dopo aver messo la Panda rossa su Porta Portese (ormai è un oggetto di culto e si possono spuntare quotazioni interessanti!) faccia sistemare Via di Santa Chiara. Almeno la strada dove vive...

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