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E' tutto normale di Luciano Pagano (Lupo editore). Un estratto

Creato il 05 luglio 2010 da Stefanodonno

E' tutto normale di Luciano Pagano (Lupo editore). Un estratto

 

Ludovico ha perso il conto, i bicchieri sono lì sul tavolo, tutti vuoti. Non importa. La sua mente è sfasciata, da un’altra parte. Il suo corpo reale oscilla da fermo, sotto la superficie del corpo immobile. È seduto a contemplare il Mediterraneo, un sorso dopo l’altro assiste al tramonto del sole che sta per lambire l’acqua. Si è addormentato sulla sedia. Si risveglia dopo un’ora circa. Lo stereo del pub manda uno dei suoi pezzi preferiti, Marejadilla di Astor Piazzolla. È mezzanotte, Ludovico è fradicio, la sua bocca puzza d’alcool. Nella scala che va dalla sobrietà al coma occupa un posto simile alla sonda che viene immersa nel mosto per controllarne la gradazione. L’ultima cosa che ha ingerito è stato un sandwich preparato nel pomeriggio da Carlo. «Ho una fame cane». Si è appisolato senza cadere a terra, un miracolo di equilibrio etilico. È riuscito nel tentativo di sistemare la sedia con le spalle al tavolino, in una manovra che ha attirato l’attenzione di un gruppetto di ragazzine che dall’interno del baretto osservano questo scimmione ubriaco incapace di spostare gli oggetti senza rovesciarli per terra. Al suo risveglio ha sbattuto i piedi sul tavolo, appena in tempo per non cadere con il muso a terra. Rumore di bicchieri. È vicino al muretto che delimita il piccolo terrazzo del bar, se vuole può stendere le gambe e osservare il mare con i piedi all’aria. Stato d’ebbrezza. Ha fumato, come sempre quando è in vacanza, il fumo se lo procura all’arrivo subito dopo gli abbronzanti. La testa gli ruota senza sosta. È ora di smetterla con i cocktail e restare lì dove nessuno può importunarlo, per smaltire la sbornia prima di ritornare al campeggio. L’alternativa, ad attenderlo, è una predica di Carlo. Conosce quell’attimo. È arrivato il momento di immobilizzare ogni arto, ogni moto peristaltico, ogni clausola dei polmoni che chiede un respiro. Soltanto a quel modo Ludovico potrà risparmiarsi la scena del quarantenne che vomita sui propri piedi per aver ecceduto nella misura. Se qualcuno, sì, se solo qualche cameriere si avvicinasse allora approfitterebbe per ordinare qualcosa da mangiare. D’un tratto distingue le voci di due ragazzi che discutono animatamente, le voci vengono dalla spiaggia di fronte. Uno dei due è Marco. L’ho sentito con le mie orecchie, aveva detto a Carlo che stasera sarebbe rimasto anche lui nel bungalow, forse ha cambiato idea? Un pensiero intrigante e allo stesso tempo troppo complicato, meglio non pensare, meglio resistere per non soccombere al collasso. I due ragazzi sulla spiaggia stanno litigando per qualcosa. Il ragazzo che parla con Marco sembra avere l’intenzione di scusarsi per qualcosa che ha fatto. Si trattava di Salvatore, l’amico di Sabrina e Monica, le due ragazze che hanno conosciuto al campeggio. Ludovico nel pomeriggio è rimasto a osservarli tutti e quattro, stesi sui loro asciugamani, con un po’ di invidia. C’era stato un momento in cui una delle due ragazze, Sabrina, aveva preso la mano di Monica. Erano stese, in topless, a pancia in sotto, pensando che nessuno le stesse osservando. Ludovico capì che le due non erano semplici amiche. E se Salvatore fosse gay? Il ragazzo era in acqua assieme a Marco. L’ubriachezza molesta ha dato al cervello di Ludo quella spinta logica che nemmeno la lucidità riesce a donargli. Il suo pensiero si organizza, arrestandosi ancora una volta sulla soglia di un presentimento, appena in tempo per non sboccare di vomito a terra. Reclina il capo. Ha visto abbastanza. Chiude gli occhi. Al massimo può proseguire in quella scena da semplice ascoltatore. Marco urla, non vuole saperne, non permette al ragazzo di spiegarsi, lo manda a quel paese. Ludovico prima di abbioccare si è alzato per guardare meglio. Senza occhiali capisce molto poco, se avesse bevuto meno. Dopo dieci secondi di tira e molla i due ragazzi si allontanano l’uno dall’altro, Salvatore cammina sulla spiaggia, Marco si dirige verso il parcheggio del ristorante, senza accorgersi che Ludovico è lì seduto, con le gambe sul muretto. Soltanto quando gli passa davanti il patrigno ha la certezza che si tratti di Marco.

Collana InBox (LUPO EDITORE) a cura di Miccoli Antonio
[email protected]
www.lupoeditore.com

L’immagine di copertina di “È tutto normale” è
“Evidently Goldfish” acrilico su carta realizzato da
Nicoletta Ceccoli
http://www.nicolettaceccoli.com/

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