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Ecco cosa ha colpito Giove in agosto

Creato il 17 settembre 2019 da Media Inaf

Un bagliore improvviso su Giove, durato appena un secondo e mezzo, era stato filmato per caso il 7 agosto scorso con un piccolo telescopio posizionato nel giardino di casa dall’astrofotografo texano Ethan Chappel, che sul momento non si era accorto di nulla perché impegnato a scorgere stelle cadenti. Al congresso mondiale di planetologia Epsc-Dps in corso a Ginevra è stata presentata ora l’analisi di quel lampo, con ogni probabilità generato da un piccolo asteroide con densità tipica delle meteoriti ferro-rocciose. Si stima che l’impatto abbia prodotto energia equivalente a un’esplosione di 240 kilotoni di Tnt, circa la metà dell’energia rilasciata nell’evento di Chelyabinsk del 2013.

Nel corso del mese successivo all’avvistamento, Ramanakumar Sankar e Csaba Palotai del Florida Institute of Technology (Usa) hanno effettuato un’analisi approfondita dell’energia rilasciata dal lampo luminoso, stimando che il corpo avrebbe potuto essere un oggetto di circa 12-16 metri di diametro, con una massa di circa 450 tonnellate, disintegratosi nell’atmosfera a un’altitudine di circa 80 chilometri sopra lo strato di nuvole che ricopre Giove.

Questo è il sesto bagliore da impatto registrato in dieci anni dal progetto DeTeCt e, pur considerando che la maggior parte dei bagliori passa probabilmente inosservata, la casistica a questo punto comincia a essere sufficientemente significativa per stimare la frequenza con cui corpi di questo tipo impattano su Giove.

Ecco cosa ha colpito Giove in agosto

La curva di luce del flash da impatto mostra la struttura temporale della palla di fuoco nell’atmosfera di Giove. Crediti: E. Chappel / R. Sankar / C. Palotai

«Ora siamo in grado di stimare un impatto con Giove di 20-60 oggetti simili ogni anno», afferma Ricardo Hueso, dell’Università di Bilbao, in Spagna, fra gli autori del report presentato al meeting Epsc-Dps. A causa delle grandi dimensioni e del campo gravitazionale di Giove, questo tasso di impatto è diecimila volte maggiore del tasso di impatto di oggetti simili sulla Terra».


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