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Edilizia ed elezioni europee, parola d’ordine INVESTIMENTI

Creato il 14 maggio 2014 da Ediltecnicoit @EdiltecnicoIT
Edilizia ed elezioni europee

L’Ance ha formulato 10 idee per cercare di fare capire ai parlamentari candidati alle elezioni europee che solo l’edilizia regolata e ben controllata può far ripartire l’economia. Al centro c’è l’Europa. Come fare per avere fiducia in Lei? Non sono disponibili le risposte, solo alcuni dubbi, da cui partire per cercare di capire qualcosa.

Lunedi scorso, presso la sede dell’Ance si è svolto un incontro di grande importanza. Si tratta di  “Costruzioni motore d’Europa”, alla presenza dei candidati dei principali schieramenti politici alle elezioni europee. Di cosa si è discusso? Di un Manifesto di 10 proposte per la crescita, elaborate dai costruttori e sottoscritte da numerose sigle della filiera. Richieste serie, insomma, richieste dei lavoratori, di chi sta sul campo e deve tirare fuori gli spicci per pagare questo e quello. Richieste che verranno ascoltate solo ora che siamo in campagna elettorale. Antieuropeismo? No, la pensiamo allo stesso modo anche per le elezioni in Italia. E in più, Ediltecnico ama le Istituzioni Europee. Cinismo? No, realismo. Saremo contenti se verremo smentiti.

Manifesto dell’Ance per l’Europa: i punti fondamentali
Punto 1: uscire dalla gabbia del 3% e riportare gli investimenti per infrastrutture, scuole e messa in sicurezza del territorio fuori dal Patto di stabilità.
Punto 2: dare DAVVERO credito a imprese e famiglie, con interventi efficaci da parte della Bce.
Punto 3: applicare la direttiva europea sui pagamenti alle imprese.
Punto 4: ridurre il costo del lavoro in edilizia.
Punto 5: armonizzare le politiche fiscali per la casa.
Punto 6: semplificare la burocrazia.
Punto 7: rendere trasparente il mercato degli appalti.
Punto 8: promuovere politiche per l’efficienza energetica e la riqualificazione urbana.

Le proposte dell’Ance sono state la base del dibattito con gli interlocutori politici: Antonio Tajani per Forza Italia, Manuel Vescovi e Elisa Montemagni per la Lega Nord, Marco Scurria per Fratelli d’Italia, Davide Crippa e Daniele Pesco del Movimento 5 Stelle, Michele Boldrin e Gustavo Piga di Scelta Europea, e Paola Binetti per l’Udc. Ecco.

“Le elezioni del 25 maggio rappresentano un passaggio fondamentale – ha detto Buzzetti – perché è sulle decisioni prese in Europa che si giocherà il nostro futuro”.

“Serve una nuova governance europea per invertire la rotta della politica economica e tornare a crescere, puntando sulla spinta decisiva degli investimenti in costruzioni”, ha anche detto Buzzetti. Questa tesi è avvalorata dai numeri e dalle riflessioni di due importanti economisti, come il prof. Paolo Savona e il prof. Mario Baldassarri, e dall’intervento del vicepresidente Fiec Paolo Astaldi.

E ancora Buzzetti: “Usiamo le vie e le strutture ordinarie, basta con commissari e organismi speciali. E poi attenzione ai tempi: non si possono perdere 2000 giorni e poi penalizzare le imprese comprimendo i tempi di gara per fare in fretta”.

Si, d’accordo, però il cambiamento deve avvenire davvero. In quanti crediamo davvero di votare il cambiamento quando andiamo a votare? Bella domanda. Io non ci credo tanto, anche se magari credo che mi piacciano le persone che voto, in Italia come in Europa. Quanto tempo impiegheranno a essere schiacciate e inglobate dal modus operandi dalla politica non lo so, però è molto probabile che succeda, ameno che non si tratti di un Salvatore (passatemi il termine). E fin’ora di Salvatori non ne abbiamo visti in Italia, un Paese in cui tornano a galla (e la metafora non l’ho scelta casualmente) solo quelli che rubano mentre vengono affossati (dagli stessi partiti) i pochi che tentano di cambiare, che ci piacciano o meno. Per esempio: qual è il vero motivo dell’astio di Fassina nei confronti di Renzi? Gli interessi di partito che a prescindere vengono posti davanti alle idee, che, sviluppate, posso diventare anche buone. Ma se le cassiamo subito non verranno mai fatti nemmeno gli investimenti, fondamentali per (NON TENERE TUTTI I SOLDI PER LA POLITICA e) dare linfa vitale alle aziende e credito (materiale e psicologico) alle famiglie.
E poi: in Europa andrà qualcuno capace di far(ci) capire a tutti che l’Europa è bella? Quando tra 40 anni il mio nipotino mi chiederà cos’è l’Europa dovrò pure dargli una risposta che abbia alla base un’idea bella di futuro…

di Enrico Patti


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