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"Eduardo De Filippo e il teatro del mondo", gli atti del Convegno

Creato il 23 novembre 2016 da Laura Fioravanti

Sono stati pubblicati dall'editore Franco Angeli, nella Collana Letteratura Italiana. Saggi e strumenti, gli atti del Convegno internazionale organizzato nell'ottobre del 2014 dall'Università Federico II di Napoli, in occasione delle iniziative per il trentennale della morte di Eduardo.

Il volume, curato da Nicola De Blasi e Pasquale Sabbatino, docenti rispettivamente di Linguistica e di Letteratura italiana dell'Ateneo sede del Convegno, raccoglie i contributi dei partecipanti alle due giornate di studio, intitolate "Eduardo De Filippo e il teatro del mondo".

Nel proposito degli organizzatori, i lavori del convegno si sono focalizzati sull'approfondimento di tre particolari aspetti. In primo luogo, come illustrato dal professor Sabbatino nella sua introduzione, "ridisegnare la geografia e la storia delle traduzioni di Eduardo nel mondo" soffermandosi sulla definizione di "traduzione", ponte di collegamento tra culture diverse; in secondo luogo "l'Ateneo federiciano ha scelto di verificare in quale misura Eduardo sia un classico della contemporaneità" ed infine si è voluto porre l'accento su "l'impegno civile di Eduardo per il recupero e la rieducazione dei ragazzi a rischio", problematica che stava particolarmente a cuore anche a suo figlio Luca, il quale nel suo intervento - la cui trascrizione è riportata nel volume - ricordò come "L'attenzione di Eduardo è stata sempre e soprattutto verso i giovani, un'attenzione che viene testimoniata anche dagli ultimi anni della sua vita, quando fu nominato senatore. Si occupò in particolare dei ragazzi napoletani a rischio. Quella fu una battaglia persa, un'altra battaglia persa. [...]
Cercò di portare l'attenzione dell'opinione pubblica e dei politici sui ragazzi a rischio. Rifletteva, ad esempio, sul fatto che i giovani delinquenti andavano nel carcere di Nisida e che, nel momento in cui raggiungevano la maggiore età, automaticamente erano rinchiusi nel carcere di Poggioreale, diventando, così, la manovalanza della criminalità organizzata. [...] Fortunatamente da poco tempo questo non avviene più [...]. Ma sono passati trent'anni da quando Eduardo lo denunciò. Se ci si fosse mossi prima, probabilmente trent'anni avrebbero dato qualche risultato in più. [...] Eduardo era ed è questo. È arte, è società, è un dito che punta. [...] Un osservatore attentissimo di quello che gli accadeva intorno".

Queste le relazioni raccolte nel volume:

  • Dario e Eduardo: Pulcinella e Arlecchino della modernità, di Joseph Farrell
  • Quello che Ricciardi sa di Eduardo, e quello che non saprà mai, di Maurizio De Giovanni
  • Per una geografia di Eduardo nel mondo: problemi di committenza, traduzione e resa scenica con una postilla sugli adattamenti cinematografici e televisivi di Eduardo all'estero, di Armando Rotondi

Eduardo De Filippo e il teatro del mondo

a cura di Nicola De Blasi e Pasquale Sabbatino

Sullo stesso argomento
"Eduardo De Filippo e il teatro del mondo". Il Convegno all'Università Federico II di Napoli


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