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Effetto Coronavirus, prezzo del petrolio in picchiata

Creato il 01 aprile 2020 da Retrò Online Magazine @retr_online

Mai così basso dal 2002. Il costo del petrolio al barile è sceso sotto la soglia psicologica dei 20 dollari sul prodotto benchmark statunitense West Texas Intermediate, mentre il Brent europeo è precipitato toccando quota 21,76 dollari.

La pandemia sta paralizzando il mondo come non si era mai visto prima. Molte produzioni sono ferme, gli aerei rimangono sulle piste, edifici pubblici chiusi e chi può svolge il proprio lavoro da casa. Di conseguenza la domanda mondiale del greggio è calata di un quarto.

Ma il virus non è l'unico fattore. Da tempo è in corso una guerra commerciale sull'oro nero tra Russia e Arabia Saudita, la quale sta spingendo per le esportazioni di greggio, anche per far fronte al calo della domanda interna a causa dell'epidemia.

E intanto i produttori stanno valutando di fermare l'estrazione di petrolio. Questo anche perché alcune raffinerie non accettano più materia prima. I punti di stoccaggio si stanno rapidamente esaurendo e i costi lievitando. In alcuni giacimenti, specie sulle piattaforme particolarmente lontane dalla costa, il prezzo è sceso sotto lo zero, ovvero è stato chiesto un compenso per ritirare i barili di greggio.

Tuttavia in borsa scommettono in una ripresa della domanda in tempi non troppo lontani. Meglio infatti immagazzinare più scorte possibile di greggio oggi per rivenderlo quando i prezzi si rialzeranno. I futures sul prezzo di questa merce intanto volano. La differenza di prezzo tra un barile di petrolio oggi e uno il prossimo anno ha superato i 10 dollari.

In questo momento di crisi, tutti stanno cercando di ridurre i costi al minimo e stoccare più materia prima possibile. Quando il mondo potrà tornare a riaprirsi chi sarà riuscito a sopravvivere potrà trarne ampi margini e probabilmente avrà molti concorrenti in meno.


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