Einstein, il CERN e la velocità della luce

Creato il 23 settembre 2011 da Marcar

A l'Aquila non hanno solo da lavorare per la ricostruzione (che non c'è stata) ma anche per annunciare al mondo (audite, audite!) che i neutrini hanno superato la velocità della luce!

Pensate, dall'impianto del CERN di Ginevra, i nostri neutrini superstar sono stati sparati alla velocità di 2,4 millisecondi (per 740 km) fino all'impianto ricevente, sito nei laboratori del Gran Sasso (Infn). Questi velocisti corrono con una velocità superiore di ben 60 miliardesimi di secondo rispetto la vecchia, cara luce, ovvero la velocità di propagazione dell'elettro-magnetismo nel vuoto (circa 300.000 km al secondo).

Einstein sviluppò la sua celebre teoria applicando la sua formula alla meccanica per dimostrare che la velocità della luce ha un valore costante indipendentemente dal moto dell'osservatore e della sorgente.

Roba per cervelloni, chissà se i nostri neutrini riusciranno anche a demolire quel che resta della Teoria della Relatività. E mentre i fisici sperimentano e teorizzano con i soldi pubblici ( e sono tanti) spesi per questi mirabolanti esperimenti, qualcuno di loro, o di chi li finanzia, dovrebbe degnarsi di farci sapere quali applicazioni tecnologiche avranno queste incredibili scoperte e se riusciranno o meno a rispettare il primo dei comandamenti della scienza e della tecnologia: rendere più facile e comoda la vita umana.

E badate bene: il rilevatore Opera, a quano pare, farebbe il tagliando ai neutrini con un'approssimazione di 20 centimetri su 730 km. Un'inezia? Non si direbbe. E in attesa delle polemiche tra fisici, vorremmo proprio la risposta al nostro antico dilemma, riguardo le torri d'avorio di questi cervelloni: cui prodest?

A meno che non serva un latinista per rispondere al quesito di Medea, attendiamo fiduciosi.


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