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“El Niño”: allarme globale per la siccità.

Creato il 07 aprile 2016 da Lilianaadamo
“El Niño”: allarme globale per la siccità.

In campo c'è un fenomeno meteorologico chiamato El Niño e il global warming, vale a dire il surriscaldamento globale e il cambiamento climatico in rapporto causa/effetto, biunivoco: se il global warming aumenta le probabilità che si sviluppi un El Niño, questo, a sua volta, moltiplica gli effetti dello stesso cambiamento climatico rilasciando grande quantità di calore sull'Oceano Pacifico. Con elevate temperature dei mari, raddoppia, quindi, l'eventualità che si produca un super El Niño. E se un super El Niño provoca un importante incalorimento sulla superficie del Pacifico, il fenomeno si ripercuote sull'intero sistema climatico mondiale, di conseguenza, sulle stagioni dei raccolti. In pratica, un micidiale effetto domino.

Nell'anno più caldo mai registrato, il 2015 -16, gli effetti del super El Niño, abbondantemente previsti da agenzie internazionali, quali ONU e Oxfam, si sono via via intensificati. L'andamento lento e progressivo di siccità e carestia, colpisce soprattutto le aree più deboli del pianeta e le notizie sono state del tutto ignorate dai potenti network dell'informazione, stando pur certi che se ciò avvenisse, il disastro della fame si sarà già riversato sulla sorte di milioni di persone.

“El Niño”: allarme globale per la siccità.

“El Niño”: allarme globale per la siccità.

I paesi su cui pende questa minaccia sono stati individuati da qualche tempo: le aree povere del mondo accusano ormai gli effetti del super El Niño; i loro raccolti sono andati in rovina, i prezzi degli alimenti di base, aumentati vertiginosamente. E c'è da paventare che eventi climatici così estremi s'intensificheranno in un futuro prossimo con conseguenze sociali, politiche, economiche, facilmente prevedibili.

Eppure, nonostante la drammaticità complessiva, non si delinea niente di nuovo all'orizzonte. Da una ventina d'anni a questa parte, esistono documenti segretati dalla Cia che tracciano possibili scenari dovuti a un probabile (allora) innalzamento delle temperature globali. L'avvisaglia si è materializzata con il formarsi del super El Niño; si rende urgente quindi, una risposta umanitaria immediata nei paesi già in stallo.

Nel dicembre dello scorso anno, l'ONG Oxfam, ha richiesto uno sforzo internazionale a coordinare le varie emergenze, evitando, possibilmente, i fallimenti verificati nel 2011, quando, nel Corno d'Africa, un sistema d'aiuti lento e sconclusionato gravò oltremodo una popolazione stremata, in un surplus di sofferenza diffusa.

Oltre le guerre in Siria, Sudan e Yemen, nessuno dice che quest'anno, il 2016, sarà il clima a trascinare il sistema umanitario sotto una pressione mai registrata finora; che il super El Niño lascerà interi paesi dell'Africa Meridionale, America Latina e Caraibi, ad affrontare fame, penuria d'acqua e pandemie.

“El Niño”: allarme globale per la siccità.

“El Niño”: allarme globale per la siccità.

Nei dettagli, come si presenta la situazione? La siccità sta colpendo ovunque; nel sud dell'Africa si registra uno stentato ciclo delle piogge, il più secco degli ultimi trentacinque anni. Stanno morendo centinaia d'animali, d'allevamento e allo stato brado. Il prezzo del mais è schizzato alle stelle, quasi del 40%, in Zambia, del 73 in Malawi, in Mozambico e Zimbabwe più del 50, raddoppiato in Sudafrica. I paesi più colpiti sono Zimbabwe, Malawi, Zambia, Sudafrica, Mozambico, Botswana e Madagascar. Il governo dello Zambia ha vietato le esportazioni di mais con pesanti ripercussioni economiche per gli importatori, i quali avevano già saldato la merce per un valore pari a ventidue milioni di euro.

Secondo il World Food Programme, nella sola Africa meridionale, circa quarantanove milioni di persone potrebbero essere coinvolte nell'incombenza siccità di una tale portata mai censita prima. Quaranta milioni di persone nelle campagne, nove, nelle aree urbane, tra le più indigenti della popolazione; considerando che in questi paesi, già quattordici milioni di persone soffrono la fame.

“El Niño”: allarme globale per la siccità.

“El Niño”: allarme globale per la siccità.

Pessime notizie anche sul fronte della sicurezza agroalimentare: per scongiurare la crisi, il Sudafrica ha allentato le restrizioni vigenti sulla distribuzione dei cereali OGM. Stimando che circa il 90% del mais prodotto nel paese, è geneticamente modificato, ogni nuova "qualità" deve ottenere l'approvazione statale, prima d'importazione e coltivazione. Con un decreto del febbraio scorso, il governo sudafricano autorizza lo stoccaggio di mais OGM per accrescere il tonnellaggio sulle importazioni; antecedente alla delibera, tale stoccaggio era severamente proibito, evitando, in questo modo, la contaminazione di specie non ammesse.

Una fenomenologia legata all'arma a doppio taglio dei cambiamenti climatici coinvolge un numero impressionante di persone. Si parla di sessanta milioni circa, secondo le agenzie umanitarie delle Nazioni Unite. Gli effetti devastanti de El Niño non si fermeranno in Sudafrica, Corno d'Africa, Africa Orientale (dove, in paesi come Etiopia, Somalia, Eritrea, Gibuti e Sud Sudan, già dodici milioni di persone sono soggette a una grave mancanza nutrizionale), compromessa anche l'area dell'America Centrale, nel cosiddetto "corridoio della siccità" (in particolare in Guatemala, Honduras, El Salvador). Qui, le comunità si trovano a fronteggiare la peggiore crisi idrica degli ultimi decenni e la stima si aggira intorno ai 3,5 milioni di persone.

A rischio perfino i paesi del Pacifico, mentre, rovescio della medaglia, alla siccità si alterneranno difformità climatiche, precipitazioni violente e cicloni. E, nei prossimi anni, sarà peggio. La Conferenza sul clima di Parigi si è chiusa mesi or sono, con unanime soddisfazione tra le parti. Ora, che fare?


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